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Firenze, tornano le visite al cantiere di restauro della Cappella Bardi

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09.04.2026

Firenze, tornano le visite al cantiere di restauro della Cappella Bardi

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Firenze, 9 aprile 2026 – Tornano le visite per il pubblico nel cantiere di restauro della cappella Bardi, che Giotto decorò agli inizi del 1300 con le Storie di San Francesco. Dunque, prima della conclusione dei lavori, in giorni e orari prestabiliti, sarà possibile ammirare a distanza ravvicinata i particolari di uno dei capolavori dell’arte italiana che l’Opera di Santa Croce ha affidato all’intervento dell’Opificio delle Pietre Dure. Le visite, in programma fino a giugno, consentiranno l’accesso a un numero massimo di dieci persone per volta, con la possibilità di scegliere tra visita semplice e visita guidata.

Da oggi, sul sito dell'Opera di Santa Croce (www.santacroceopera.it), sono aperte le prenotazioni per le visite del mese di aprile. Il restauro è reso possibile grazie al sostegno di Fondazione CR Firenze, di Arpai (Associazione per il Restauro del Patrimonio Artistico Italiano) e di numerosi donatori privati italiani e stranieri. La cappella è dedicata a san Francesco e fin dalla sua origine è legata ai Bardi, potenti banchieri che in Santa Croce ebbero il patronato di quattro cappelle.

La struttura architettonica risale alla prima fase di costruzione dell’attuale chiesa, e quindi al 1295-1310. Probabilmente la decorazione venne commissionata da Ridolfo de’ Bardi a Giotto che la dipinse, certamente dopo il 1317 e forse entro il 1321, sintetizzando le Storie di san Francesco in sette scene: tre per parete, a cui si aggiunge il riquadro con le Stimmate sopra l’arcone visibile solo dal transetto. Due vetrate policrome integrano lo schema decorativo: la prima, sopra l’arcone, con lo stemma della famiglia Bardi, presenta tre coppie di santi francescani e papi. L’altra, dietro l’altare, non conserva più la vetrata realizzata per la cappella ma quella, sempre trecentesca, che proviene dalla cappella Velluti, ed è stata qui collocata dopo la seconda guerra mondiale.

Nel 1595 venne posta sull’altare la pala con Storie di san Francesco attribuita a Coppo di Marcovaldo. La tavola è stata spostata temporaneamente nel transetto in previsione del restauro degli affreschi di Giotto. Intorno al 1613 venne eliminata l’antica cancellata che chiudeva la cappella e che ne evidenziava l’aspetto “privato”, secondo una visione tipica del mondo medievale. I mutamenti nel gusto hanno lasciato segni evidenti nella cappella: nel Settecento gli affreschi furono coperti da calce e inoltre nel 1812 sulla parete sinistra fu murato il monumento funebre dell’architetto Giuseppe Salvetti, e nel 1818, di fronte, quello di Niccolò Gaspero Paoletti.

Gli affreschi furono riscoperti intorno alla metà dell’800: i monumenti vennero rimossi e trasferiti nella cappella Salviati, e le pitture furono restaurate da Gaetano Bianchi, che integrò le parti danneggiate o completamente perdute. Questo intervento, del 1853, è ricordato da un’iscrizione a destra dell’altare. Nel 1958-1959, Leonetto Tintori condusse un nuovo restauro in cui furono recuperate le sole parti originali.

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