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Una vita per il ciclismo. Fanini “Stella d’Oro“. E’ il primo a riceverla

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09.04.2026

Ivano Fanini sarà insignito della Stella d’oro al merito del Coni con Giovanni Malagò

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Per la prima volta nella storia ad un lucchese, in ogni disciplina, è stato riconosciuto il massimo riconoscimento dello sport italiano: la Stella d’oro al merito del Coni. Si tratta dell’imprenditore Ivano Fanini di Capannori, storico patron di squadre ciclistiche professionistiche. Ne ha avute anche diverse nella stessa annata.

La notizia era nell’aria perché la lettera firmata dal presidente Luciano Buonfiglio, è arrivata da settimane. Ma prima si attendeva la data ufficiale della premiazione, che avverrà il 21 aprile a Roma nel salone d’onore del Coni. La stella d’oro richiede 30 anni di attività e viene concessa a chi ha contribuito a far crescere in maniera determinante lo sport italiano.

Ivano Fanini ha ricevuto in passato anche il premio regionale Pegaso d’oro ed è stato ambasciatore dello sport per il Comune di Capannori. Nella motivazione, si legge nella missiva "per la professionalità, passione ed impegno" profusi da Fanini. Sin dai tempi dell’incontro con Giovanni Paolo II, dopo Paolo VI, con l’industriale capannorese che, infatti, è stato definito "l’amico di due Papi". Fu il Pontefice polacco a suggerirgli il nome "Amore & Vita" per la sua squadra. Un connubio che portò fortuna sportivamente, oltre alla potenza del messaggio arrivarono anche le vittorie. In 37 anni di professionismo, 15 tappe al Giro, due alla Vuelta, 76 titoli nazionali in 44 Nazioni diverse, 12 titoli mondiali in varie discipline e categorie. Al Giro ha vinto anche la classifica finale della maglia bianca, con Tomasini nel 1988. In quegli anni il patron capannorse aveva due squadre nel circuito e in un Giro del Trentino i primi posti dell’ordine d’arrivo erano di squadre diverse ma della stessa famiglia, quella di Ivano. Ha fatto emergere talenti come Sorensen, Cipollini, Bartoli, Chioccioli.

Oltre a tante vittorie, c’è anche l’aspetto umano, come ad esempio il fatto di aver aiutato molti ciclisti ucraini di recente e argentini ai tempi del regime del generale Videla, anni ‘70, fu anche CT del Paese sudamericano. "Emozione profonda – dice Ivano Fanini - mezzo secolo di passione, sacrifici, gioie. Un percorso di mezzo secolo, vissuto sempre con l’entusiasmo del primo giorno".

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