Tenore aretino per Canzonissima. Grigolo tra i grandi protagonisti della ritrovata trasmissione Rai
Il tenore aretino Vittorio Grigolo sarà tra i protagonisti della nuova versione di Canzonissima sulla Rai
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Arezzo, 16 marzo 2026 – È come sospeso tra Placido Domingo e Milly Carlucci. Vittorio Grigolo, aretino doc, qualche mese fa protagonista per la prima volta anche al Petrarca, il suo teatro, sarà protagonista di due eventi quasi opposti. Al Festival Pucciniano, sotto la regia del collega tenore, ormai un monumento alla musica, e a Canzonissima. Il suo ingresso ufficiale nel cast è stato annunciato da pochi giorni e lui, da buon cantante digitale, ha risposto con un video su Instagram. “Ciao Milly: grazie per il tuo invito. Ci vediamo a Canzonissima”. Un saluto sullo sfondo di un teatro lirico: lui dal palcoscenico si volta a favore di telecamera, saluta anche sbracciandosi e sigilla il suo ingresso ufficiale nel mondo della musica leggera. Anzi, il suo rientro.
Perché Grigolo non è nuovo a performance che spazino anche nel mondo dei ritornelli. Era stato direttore artistico di una stagione di Amici, il gigante di Canale 5 che tra l’altro sarà il rivale diretto di Canzonissima, e nel 2020 era stato ospite a Sanremo, nell’edizione chiusa pochi giorni prima dell’esplosione del Covid. E non solo: un anno aveva affiancato Sting alla Carnegie Hall. E come dimenticare la “Caruso” intonata insieme a Lucio Dalla? Ora eccolo nel pieno della trasmissione che prova a rinverdire i tempi d’oro di Manfredi, Mike Bongiorno, Raimondo Vianello e naturalmente Pippo Baudo. Una Canzonissima diversa da allora. In quella stagione i cantanti erano l’uno contro l’altro armati e a decidere il vincitore era il pubblico mandando cartoline postali.
Oggi la sfida dovrebbe essere sulle canzoni presentate. Anche perché il parterre intorno a Grigolo è vertiginoso: Cocciante, Leali, Arisa, Ruggeri, Elio e le Storie Tese, Irene Grandi, Fabrizio Moro, Malika Ayane, Leo Gassman. Sfida di canzoni ma non di cantanti, con Grigolo però grande protagonista. Un suggello non alla sua classe, che sfoggia nei palcoscenici di tutto il mondo, ma alla sua popolarità. In coda ad un anno per lui trionfale. Dall’Inno di Mameli in diretta su Rai Uno con la Fenice alla vetta più alta, aver cantato in Giappone davanti al presidente della Repubblica nel concerto organizzato per Mattarella dall’imperatore Naruhito e dall’imperatrice Masako, coppia reale che in genere si mostra al pubblico due volte all’anno e che per l’Italia fece una clamorosa eccezione. Una scalata travolgente per il tenore aretino, che non a caso incrocerà Canzonissima con una stagione affollata: Romeo e Giulietta a Roma, la Carmen alla Scala, il Trovatore a Madrid, la Bohème e la Tosca a Torre del Lago.
Un ritmo che non gli consente di essere spesso ad Arezzo anche se negli ultimi anni le sue presenze si sono moltiplicate, fino al debutto al Petrarca. Eppure è sempre rimasto legato alle sue radici, in fondo abbandonate già giovanissimo per crescere musicalmente a Roma, e ora avrà modo di rinnovarle dagli schermi Tv. Il primo appuntamento è per sabato 21 marzo, su Rai Uno e in prima serata. Come Colapesce e Di Martino ogni tanto “mette un po’ di musica leggera, anzi leggerissima”, un po’ sospeso tra Placido Domingo e Milly Carlucci.
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