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Arrestato a 17 anni per terrorismo, il progetto della strage a scuola: “Vuole dimostrare la sua innocenza”

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02.04.2026

Il 17enne è recluso nel carcere minorile di Firenze da dove oggi si dovrebbe collegare in remoto per partecipare all’udienza di convalida del provvedimento di arresto emesso a suo carico

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Perugia, 2 aprile 2026 – È “provato”, ma “determinato” a dimostrare la sua innocenza, il 17enne, originario di Pescara, arrestato nei giorni scorsi a Umbertide con l’accusa di progettare una strage in una scuola superiore della sua città di origine. Oggi si svolgerà l’udienza di convalida. Il ragazzo, già indagato e perquisito a luglio su disposizione della Procura di Brescia per un altro procedimento, sarà collegato in remoto dal carcere minorile di Firenze dove è detenuto.

"Vuole chiarire la sua posizione"

“È intenzionato a chiarire la sua posizione e quelle frasi nelle chat incriminate. Frasi sulla cui paternità ci sarà da fare una valutazione attenta” spiega il legale del ragazzo, l’avvocato Angelo Pettinella che ha recentemente incontrato il suo assistito e che domani, sempre da remoto, lo affiancherà nell’udienza. “Se parlerà o meno? Lo valuteremo domani (oggi, ndr) anche in base alle sue condizioni. È estremamente provato, ma vuole fare luce su questa vicenda e su quello che gli viene contestato”.

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Le accuse e l'indagine

Il ragazzo è ritenuto gravemente indiziato dei delitti di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa, oltre che di detenzione di materiale con finalità di terrorismo. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura Minorile di L’Aquila, ha permesso di contestare al giovane il reperimento e la diffusione di manuali contenenti istruzioni dettagliate per la fabbricazione di congegni bellici e armi da fuoco. Tra il materiale a suo tempo sequestrato figurano documenti contenenti indicazioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche pericolose, nonché vademecum dedicati al sabotaggio di servizi pubblici essenziali, il tutto inserito in una chiara cornice di finalità terroristica.

Nello specifico, secondo l’accusa, il 17enne avrebbe progettato una strage in una scuola, seguita dal proprio suicidio, ispirandosi ai fatti avvenuti alla Columbine High School del 20 aprile 1999. In questo senso, secondo gli investigatori, apparirebbero assumere un profilo di rilevante pericolosità le informazioni detenute in ordine al reperimento di armi, alla loro fabbricazione con tecnologia 3D e alla preparazione del Tatp (perossido di acetone), sostanza nota per l’estrema facilità di sintesi e già impiegata nelle stragi di Bruxelles e Parigi, soprannominata la “madre di Satana”.

Le indagini hanno anche documentato i presunti contatti tra il minore e il vertice del gruppo Telegram denominato “Werwolf Division“, incentrato su contenuti e narrazioni legati alla supposta superiorità della “razza ariana“, nonché sulla costante glorificazione di mass shooters quali Brenton Tarrant, autore degli attentati alle moschee di Christchurch e Anders Behring Breivik.

“Non è un violento, è un ragazzo per bene, che va bene a scuola, tanto all’attuale a Umbertide che in quella frequentata in precedenza” aveva evidenziato il suo difensore raccogliendo i racconti dei genitori che hanno vissuto il suo arresto come “un fulmine a ciel sereno” a fronte anche del procedente sequestro del telefono cellulare che avrebbe dovuto “bloccare” ulteriori interlocuzioni a rischio in gruppi dai quali, secondo un’ipotesi difensiva, non sarebbe riuscito a tirarsi indietro. “Non avrebbe mai messo in atto un’azione violenta, non è in grado di farlo, non è nella sua indole”. Forse, è il rammarico della madre, “avrei dovuto controllarlo di più”.

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