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“L’unica condannata a vita è nostra figlia”: piccola investita all’asilo e ora tetraplegica, sentenze definitive

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05.03.2026

Uno striscione per la piccola Lavinia. La bamina rimarrà tetraplegica

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Siena, 5 marzo 2026 – Non potranno ridarle una vita fatta di giochi e di studio, di viaggi all’estero e di abbracci. Di sogni per il futuro. "Ma almeno abbiamo cercato di restituirle dignità", dice mamma Lara Liotta a Pino Rinaldi, conduttore della trasmissione ’Ignoto X’ su La 7 di cui ieri era ospite insieme a Massimo Montebove per raccontare la storia della loro piccola Lavinia.

Compirà 9 anni il 15 marzo prossimo e dall’estate 2018 vive in stato vegetativo perché venne investita da un’auto nel parcheggio dell’asilo nido di Velletri, dove la famiglia Montebove viveva, non opportunamente vigilata dalla maestra. Dopo quasi otto anni, ieri è stata scritta la parola fine sulla vicenda giudiziaria in quanto la Cassazione ha respinto il ricorso della maestra dopo due sentenze di primo e secondo grado. Per lei dunque in via definitiva due anni e sei mesi di reclusione per lesioni personali colpose e abbandono di minore. Non aveva presentato invece ricorso in Cassazione la donna alla guida della macchina che investì la piccola Lavinia: un anno per lesioni e 12 mesi di sospensione della patente.

"Vogliamo ricordare che in questa vicenda l’unica condannata – sottolineano dopo l’esito della Cassazione Lara e Massimo, chiusino doc, storico e prezioso collaboratore de La Nazione – è nostra figlia che era nata sana e che resterà tetraplegica e in stato vegetativo di minima coscienza per sempre. E’ assistita 24 ore su 24 a casa da medici, infermieri, terapisti e famiglia sotto la supervisione dell’Asl di Velletri e dell’ospedale Bambino Gesù". "Starà per sempre in un letto", aggiunge mamma Lara. Che ha combattuto come una tigre, insieme a Massimo, nonostante il dolore e le difficoltà, gli ostacoli da superare e la sofferenza che ad ogni udienza si rinnovava, dimostrando quanto grande può essere l’amore dei genitori.

"Nessuno ci ha chiesto scusa”

"I giudici, nei dispositivi delle sentenze, hanno scritto nero su bianco che mai le imputate, oggi definitivamente condannate, hanno mostrato segni di pentimento. Nessuno ci ha mai chiesto scusa. Vogliamo ringraziare i magistrati per essere arrivati finalmente ad acclarare processuamente la verità di fatti che noi ben conoscevamo. Un grazie anche al nostro avvocato Cristina Spagnolo per essere stata al nostro fianco fin dal primo momento e per averci sostenuto anche psicologicamente", ancora i genitori di Lavinia.

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