Morte cerebrale per il bimbo di 12 anni risucchiato nella vasca idromassaggio: speranza infranta dopo 4 giorni di lotta
Le condizioni del ragazzino ricoverato si sono aggravate dopo 4 giorni di agonia ed è stato dichiarato lo stato di morte cerebrale
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Rimini, 9 aprile 2026 - È finita dopo quattro giorni di agonia la battaglia per la vita combattuta dal 12enne originario di San Benedetto del Tronto, in provincia di Ascoli Piceno, ricoverato nella terapia intensiva dell’ospedale Infermi di Rimini.
Quattro giorni e mezzo dopo il terribile incidente nella vasca idromassaggio della spa di un hotel di Pennabilli, oggi alle 14 circa l’adolescente è entrato in stato di morte cerebrale, per cui sono partiti gli accertamenti sanitari di rito e monitoraggio conclusi in tarda serata. Giorni convulsi, durante i quali due province, Rimini e Ascoli, insieme con i genitori e gli zii del piccolo (che erano con lui in vacanza) hanno vissuto col fiato sospeso e le mani giunte sperando in un miracolo: pregando per il miglioramento delle condizioni apparse però, sin da subito, disperate.
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Il terribile incidente la mattina di Pasqua
Il 12enne infatti era rimasto vittima, la mattina di Pasqua, di un terribile incidente avvenuto mentre si trovava nella vasca idromassaggio all’interno dell’area benessere di un albergo in Alta Valmarecchia. Lì anche al momento del risucchio fatale l’adolescente si trovava con i propri parenti, prima di venire aspirato da un bocchettone della vasca.
Improvvisamente, il 12enne si è ritrovato con la testa sott’acqua, bloccato con la gamba nel sifone d’aspirazione, impossibilitato a prendere aria. A niente è servito il tempestivo intervento del padre e dello zio, nel tentativo di estrarre il bambino dalla vasca non appena lo hanno visto immergersi in modo così innaturale.
La gamba del 12enne è stata liberata dal bocchettone solamente dopo diversi secondi, forse minuti, e a seguito dello spegnimento completo della pompa centrale di aspirazione. Secondi e minuti in cui il piccolo non è riuscito a respirare e dopo i quali è stato estratto esanime fuori dall’idromassaggio. Poi la rianimazione sul posto da parte dei sanitari sopraggiunti per fare riprendere il battito cardiaco, la corsa all’ospedale di Rimini a bordo dell’elisoccorso (dove comunque il bimbo non ha mai ripreso conoscenza) e il ricovero d’urgenza nella terapia intensiva dell’Infermi.
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Situazione peggiorata dopo 4 giorni di speranza
In quella stanza fuori dalla quale per oltre quattro giorni la speranza è rimasta appesa a un filo e alle condizioni critiche di salute, mantenute attraverso il massiccio ricorso ai farmaci. Poi, la tragedia. Le condizioni che oggi pomeriggio dopo l’ora di pranzo si sono aggravate ulteriormente e il sopraggiungere dello stato di morte cerebrale, con conseguente accertamento sanitario a seguito del quale sarà dichiarato eventualmente il decesso.
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Il fascicolo della procura va avanti
Nel frattempo, fuori dalle sale e corsie dell’ospedale Infermi, in procura a Rimini continuano le indagini nell’ambito dell’inchiesta aperta per lesioni gravissime subito dopo l’incidente avvenuto in hotel. Indagini condotte dai carabinieri di Novafeltria che, a seguito del sopraggiunto stato di morte cerebrale del piccolo, vireranno ora verso l’ipotesi di reato dell’omicidio colposo. Al momento non risultano comunque persone formalmente iscritte nel fascicolo.
La famiglia del 12enne si è intanto rivolta all’avvocato Umberto Gramenzi, del foro di Ascoli, e domani si dovrebbe tenere in procura al palazzo di Giustizia di Rimini un incontro per decidere sull’eventuale espianto degli organi del piccolo. Scelta subordinata alla decisione dell’autorità giudiziaria rispetto al procedere o meno con l’autopsia. In attesa di tale incontro e riscontro, i parametri fisiologici saranno mantenuti meccanicamente, prima della decisione connessa.
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