Empoli, la patria del No. Trionfo netto ovunque con numeri oltre la media
Un seggio elettorale a Montespertoli (Tommaso Gasperini/FotoGermogli)
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Empolese Valdelsa, 24 marzo 2026 – L’Empolese Valdelsa si è confermato il fortino dem, nonostante l’onda lunga delle elezioni regionali che ha lasciato – inutile negarlo – l’amaro in bocca per la mancata attribuzione di un assessorato dinanzi alla pioggia di preferenze (vedi il caso Brenda Barnini a cui è toccata ’soltanto’ la guida della Seconda commissione “Sviluppo economico e rurale”). L’Empolese Valdelsa si è confermato il fortino dem sì e delle forze di centrosinistra in modo viscerale, volendo dare una lettura locale squisitamente politica al risultato (schiacciante) del referendum sulla giustizia. Che il plebiscito per il No qui nel contado fiorentino sia stato vissuto come la promozione a pieni voti per la compagine del campo largo ne è la dimostrazione plastica la festa organizzata ieri in piazza della Vittoria, a Empoli, con sindaci, big di tutti i livelli territoriali e gente comune sotto le bandiere del Pd, di Buongiorno Empoli e di Rifondazione Comunista.
Il primo successo da registrare – a prescindere da schieramenti e colori – è sicuramente il dato dell’affluenza. Un’affluenza che, per stessa ammissione del Pd d’area vasta, è andata "ben oltre le aspettative" anche nell’Empolese Valdelsa dove hanno votato 87.916 persone pari al 67,94% degli aventi diritto. Neppure gli appuntamenti alle urne per le politiche o ancor più per scegliere gli amministratori locali hanno avuto ultimamente (e da tempo) un simile richiamo, azzardando un parallelismo. "Segno che quando il tema interessa davvero, la gente si muove", chiosa qualcuno. Peccato che anche la scelta di un sindaco dovrebbe essere un tema piuttosto interessante, ma tant’è... Speriamo che questa ritrovata voglia di partecipare permanga, nonostante i livelli siano paragonabili solo relativamente. Sulla partita referendaria, infatti, ha pesato globalmente il riconoscimento collettivo della Costituzione e del suo valore inviolabile.
E poi c’è la verità dei numeri. Quella matematica che vale più di qualsiasi cronaca commentata. Gli elettori dell’Empolese Valdelsa che sulla scheda hanno barrato il No sono stati 54.378 pari al 62,23%, mentre il Sì si è fermato a quota 33.037 voti ovvero al 37,77%. Empoli si è aggiudicata il titolo di regina degli anti-riforma costituzionale con un sonoro 65,21%. Un messaggio evidente di sentiment anti-governativo? Fatto sta che in nessuna delle 42 sezioni elettorali empolesi si è mai ’rischiato’ il testa a testa. Anzi, talvolta si sono toccate punte stellari come a Ponte a Elsa con il No al 75,51% o alla sezione Centro 7 (No al 73,92%) che è stata anche record di partecipazione al 76,57%.
Situazione ben diversa da quella di Fucecchio dove invece si è viaggiato sul filo di lana: 49,16% Sì (5.122 voti) vs 50,84% No (5.297 voti). Nel dettaglio in otto sezioni su venti (tradotto circa il 40% del paese) ha vinto il Sì e in una la distanza tra le due posizioni si è ridotta a un mero punto percentuale. Ecco la classifica dei comuni rispetto alla supremazia del No: Empoli (65,21%), Vinci (64,18%), Capraia e Limite (63,7%), Montespertoli (63,45%), Montelupo Fiorentino (63,32%), Certaldo (63,21%), Castelfiorentino (63,11%), Cerreto Guidi (62,43%), Gambassi Terme (61,44%), Montaione (58,9%) e infine Fucecchio (50,84%).
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