Uova di Pasqua e sorrisi ai piccoli ricoverati: vigili del fuoco e giocatori dell’Empoli in ospedale
L'Associazione nazionale vigili del fuoco e quattro giocatori dell'Empoli Calcio hanno portato i dolci ai bambini ricoverati (Foto Empoli Fc)
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Empoli, 4 aprile 2026 – Uova di Pasqua, dolci e sorrisi per regalare un momento di leggerezza ai bambini ricoverati. Sono i gesti semplici ma carichi di significato che hanno animato i reparti dell’ospedale San Giuseppe di Empoli alla vigilia delle festività.
Visita della Solidarietà in Pediatria
A partire dalla Pediatria del presidio di via Boccaccio, dove l’Associazione nazionale vigili del fuoco, insieme a due operatori del distaccamento cittadino, ha fatto visita ai piccoli pazienti consegnando uova di Pasqua. Un’iniziativa che ha portato un po’ di allegria tra i bambini costretti a trascorrere in ospedale giorni che per molti loro coetanei sono sinonimo di festa.
Ad accogliere la delegazione il direttore della struttura, il professor Roberto Bernardini, insieme al personale infermieristico e alla coordinatrice Federica Iannotta.
L'Empoli Calcio al fianco dei piccoli pazienti
Nel pomeriggio la visita è proseguita con la presenza di quattro giocatori dell’Empoli Calcio – Stiven Sphendi, Luca Magnino, Daniel Fila e Antonio Candela – che hanno fatto tappa non solo in Pediatria, ma anche al nido, dove si trovano quattro neonati venuti alla luce proprio in questi giorni. I calciatori hanno poi raggiunto il pronto soccorso, diretto dalla dottoressa Paola Bartalucci, e il reparto di Chirurgia, guidato dal dottor Massimo Calistri. Presente anche, per la direzione sanitaria di presidio, il dottor Matteo Bastiani.
Un messaggio di solidarietà continuativa
Un tour tra i reparti che ha portato sorrisi, parole di incoraggiamento e piccoli doni. Ma le iniziative non si fermano qui: anche oggi una cittadina empolese, come ormai tradizione, porterà dolci e uova di Pasqua ai bambini ricoverati in Pediatria. Un intreccio di solidarietà che unisce volontariato, istituzioni, sport e cittadini, con un unico obiettivo: non far sentire soli i piccoli pazienti proprio nei giorni di festa.
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