Se c’è chi dice al Papa come fare il Papa
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Firenze, 19 aprile 2026 – Il vicepresidente degli Stati Uniti, J.D. Vance, sembrava esser diventato l’erede naturale del trumpismo, o direttamente di Trump. Ora però rischia di seguire il suo capo nella fine ingloriosa che potrebbe attenderli. Convertito in politica e nella fede, Vance è diventato trumpiano dopo essere stato un fervente anti trumpiano e cattolico, convertito nel 2019, dopo essere stato a lungo ateo.
In entrambi i casi dimostra il furore del neoconvertito. Sono sempre i più pericolosi, i più zelanti, quelli che si sono appena iscritti, da adulti, a una congrega (politica o della fede). Vance, ospite di una convention di Talking Point, creatura dello scomparso Charlie Kirk, ha ammonito Papa Leone con parole sorprendenti: "Proprio come è importante che il vicepresidente degli Stati Uniti stia attento quando parla di questioni di politica pubblica, penso che sia molto, molto importante che il Papa stia attento quando parla di questioni teologiche” ha detto il vicepresidente americano, che vuole spiegare al Papa come si fa il Papa.
I cattolici statunitensi non l’hanno presa benissimo, diciamo. Sulla prestigiosa rivista The Lamp, una sorta di New Yorker cattolico, il direttore Matthew Walther ha pubblicato un articolo dal titolo “Donald Trump è l’Anticristo?”. “La mia domanda non è poi così provocatoria come probabilmente sembrerà ad alcuni lettori”, scrive Walther. “Innanzitutto, anche una risposta affermativa non significa necessariamente che l’ex conduttore di Celebrity Apprentice sia davvero la Bestia proveniente dal Mare predetta da San Giovanni […] Né significa che l’ascesa al potere di Trump sia necessariamente un presagio della fine del mondo, o di qualcosa di peggio di un’ulteriore moltiplicazione delle ignominie che tutti conosciamo bene”.
La posizione di The Lamp
Trump, ha scritto ancora The Lamp, “non è il primo politico a mettersi in contrasto con un papa. Né è il primo capo di Stato con una propensione alla crudeltà e alla menzogna, o il primo ad essere oggetto di un culto della personalità, o ad avere un atteggiamento profondamente bizzarro nei confronti del sesso". “Blasfemia” non è un termine che siamo abituati a vedere stampato di questi tempi, nemmeno su riviste come The Lamp: “La blasfemia non è una semplice mancanza casuale di rispetto per le cose sacre; è la loro profanazione intenzionale”.
Rientra in questa casistica, secondo The Lamp e non solo, l’immagine pubblicata una settimana fa, e poi cancellata, sull’account TruthSocial di Trump, in cui si vede Trump vestito come Gesù. "La cosa più terrificante dell’immagine è Trump stesso. L’immagine non è solo blasfema, ma idolatra. È un invito ad adorare il nostro 47° presidente. È difficile minimizzare quanto sia scioccante l’immagine. Nessun presidente, nessun re medievale, nessun imperatore o dittatore moderno si è mai rappresentato pubblicamente come Gesù Cristo o ha mai rivendicato per sé la capacità di risuscitare i morti”.
I cristiani conservatori si sono schierati con Trump negli ultimi anni, nonostante i dubbi iniziali, restandogli accanto durante due procedimenti di impeachment e tre elezioni. Ma ogni limite ha la sua pazienza: Trump e Vance stavolta sono andati parecchio oltre.
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