Il campo largo si è fermato a Figline
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Firenze, 22 marzo 2026 – Il mondo è in fiamme e si duella dappertutto, dall’Iran a Figline e Incisa Valdarno. Solo che al posto di americani, israeliani e pasdaran iraniani a combattere da quelle parti sono renziani ed ex renziani. A Figline e Incisa, il Pd ha deciso di candidare David Ermini, ex vicepresidente del CSM, già parlamentare del Pd, avvocato penalista con il no alla riforma della giustizia in tasca, in ottimi rapporti con la responsabile giustizia del Pd Debora Serracchiani. Ma, sorpresa sorpresa, Italia Viva non lo appoggerà e anzi ha deciso di dare vita a Casa Riformista insieme ai socialisti, per puntare sulla candidatura di Enrico Buoncompagni. Tra Ermini e Matteo Renzi i rapporti sono oltre il pessimo, oltre il disastroso. E il recentissimo scambio sull’ex vicepresidente del CSM fra Pd e Italia Viva ancora una volta lo dimostra.
«Desta sconcerto, e non poco», hanno detto i parlamentari del Pd Dario Parrini e Simona Bonafè, «che nel comune di Figline e Incisa Valdarno un raggruppamento che si definisce Casa Riformista, stesso nome del soggetto politico che a livello regionale è presente nella giunta Giani e alla guida del Consiglio regionale, annunci contro la candidatura a sindaco di David Ermini, personalità autorevole e radicata, la formazione di un’alleanza, peraltro, priva di credibili basi programmatiche, con chi a Figline e Incisa ha abbattuto la giunta Pianigiani e determinato la fine anticipata della consiliatura».
La coerenza in politica «è fondamentale», hanno detto Parrini e Bonafè: «In questa vicenda siamo di fronte a una grande e grave incoerenza, che non si può non stigmatizzare». Pronta la replica di Francesco Bonifazi, deputato di Italia Viva, scatola nera del renzismo: «Sulla coerenza di Parrini e Bonafè, già renziani della prima ora, si potrebbe a lungo discutere. Ma è proprio in nome della coerenza che Italia Viva e Casa Riformista non appoggeranno mai la candidatura di David Ermini. La sua storia, la sua smisurata ambizione, le sue giravolte parlano per lui. Se Parrini e Bonafè vogliono informarsi meglio possono chiedere a Luca Lotti, del quale, un tempo, si professavano amici». Insomma, il duello infiamma il Valdarno e il vecchio «giglio magico» renziano.
Il segretario regionale del Pd Emiliano Fossi predica «unità» dappertutto, ma a Figline e Incisa Valdarno non ci sarà. Troppi ricordi, troppi duelli per renziani ed ex renziani. Troppa storia. Ermini per ora non ha replicato, ma i suoi fanno circolare un video con i ringraziamenti del presidente della Repubblica Sergio Mattarella per il lavoro svolto anche nei momenti più difficili. Il renzismo vive di superlativi, tutto è bellissimo o bruttissimo. Nella renziana guerra dei superlativi – un giorno sei un genio, quello dopo uno sfigato – Ermini è rimasto sempre sulla linea mediana. Non una parola di troppo, non un bercio, mai una parola contro il Capo, neanche quando ci rimase male perché nel 2017 Renzi fece un rimpasto della segreteria e lui rimase fuori. La rottura con Renzi è conclamata, aspra, asperrima, superlativa appunto. A questo punto se la destra da quelle parti trovasse la candidatura giusta potrebbe persino approfittarne. Il Campo Largo si è fermato a Eboli, pardon, a Figline e Incisa.
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