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Porte aperte allo ’Spazio sociale apuano’ “Qui lottiamo contro la disgregazione”

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09.03.2026

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Massa, 9 marzo 2026 – Porte aperte per il nuovo spazio sociale apuano, punto di aggregazione che pulserà in pieno centro storico. Nonostante il tempo incerto, molte persone si sono riunite ieri mattina in piazza Berlinguer partecipando alla presentazione del progetto che restituirà uno spazio comune ai giovani della ex Casa rossa, militanti dell’Usb.

L’ampio spazio con vetrine si affaccia su via delle Mura Sud e offre all’interno diversi locali e scantinati dove poter svolgere aggregazione, socialità e attività politiche e sindacali dal basso. “Questa è una giornata importante – ha introdotto Laura Albertosi – anche se ancora dobbiamo partire e già diamo fastidio. Non è la prima assemblea che facciamo ma già un anno fa, dopo lo sgombero della Casa rossa, con compagni e compagne dicevamo di aver bisogno di uno spazio sociale in città aperto a tutti, valvola di sfogo di quelle realtà che hanno bisogno di discutere su problemi sociali, scuola, lavoro, politica. Questo è uno spazio in divenire, da costruire, e ci piacerebbe fosse costruito da tante persone unite da un’anima in controtendenza a quello che vuole oggi la società: la disgregazione”.

“Forza e partecipazione”

E ancora: “Usciamo da una situazione che non era quella di poter pagare affitti e Tari, ma ci siamo adattati. Nessuno potrà dirci nulla, ci vorrà tanta forza e tanta partecipazione. E’ partito un crowdfunding che ci aiuta a sostenere le spese necessarie”. Insomma, tutto è in divenire. Esulta Elia Buffa, di Usb: “Eravamo fuori mano e adesso siamo invece in centro città dimostrando che dal basso, senza compromessi, possiamo costruire uno spazio nuovo, sostenuto con le nostre forze. A Massa ce n’è bisogno”.

L’associazionismo protagonista

Tante le associazioni che riempiranno quegli spazi: “Quanta paura può fare un posto che apre le proprie porte a chi, davanti a una birra o con un libro in mano, vuole discutere dei problemi che ha sul proprio posto di lavoro? – incalza Buffa -. Quanta paura possono fare delle studentesse e degli studenti che avranno un luogo dove incontrarsi, autoformarsi e parlare di ciò che accade nelle loro scuole? O un luogo dove contadine e agricoltori della nostra città possano scambiarsi semi e saperi?” Insomma, le basi sono state gettate, adesso tutto è da costruire.

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