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Oro francese, sovranità e Alleanza Atlantica

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14.04.2026

Parigi riorganizza le riserve senza rompere con Washington

La recente operazione della Banque de France sulle proprie riserve auree è stata letta da alcuni come un segnale di rottura con gli Stati Uniti. Una lettura suggestiva, ma sbagliata. In realtà, la Francia non ha ridotto il proprio oro né ha lanciato una sfida geopolitica a Washington: ha semplicemente completato un processo di razionalizzazione tecnica che rafforza, al contempo, la propria autonomia patrimoniale e la credibilità del sistema occidentale.

Il dato centrale è chiaro: le 129 tonnellate custodite a New York sono state vendute e sostituite con oro acquistato in Europa, mantenendo invariato lo stock complessivo di 2.437 tonnellate. Non una dismissione, dunque, ma una sostituzione qualitativa e geografica.

La chiave per comprendere la decisione francese è nel rispetto degli standard della London Bullion Market Association. Le barre detenute negli Stati Uniti non erano più pienamente conformi ai requisiti più elevati del mercato internazionale. Piuttosto che affrontare costi e rischi logistici per il loro adeguamento, Parigi ha scelto una soluzione efficiente: vendere e........

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