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Spionaggio, l’Italia nel mirino di Mosca

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08.07.2026

La guerra russa contro l’Occidente non si combatte soltanto lungo il fronte ucraino. Non passa solo dai missili, dai droni, dalle trincee e dalle città bombardate. Passa anche dalle ambasciate, dai contatti riservati, dalle informazioni comprate, dalle fedeltà spezzate e da chi, dopo aver servito lo Stato, sceglie di mettere a disposizione di una potenza straniera conoscenze, relazioni e accessi.

È questo il cuore dell’inchiesta romana che ha portato all’arresto di due ex appartenenti all’Aisi, accusati di aver raccolto informazioni riservate sulla Difesa e sulla sicurezza nazionale in cambio di denaro. Un caso che, al di là delle responsabilità individuali, riporta al centro un tema troppo spesso sottovalutato: l’Italia è parte del campo di battaglia invisibile su cui Mosca conduce da anni la propria offensiva contro l’Occidente.

I carabinieri del Ros, su coordinamento della Procura di Roma e della Procura militare, hanno eseguito la misura degli arresti domiciliari nei confronti di Gavino Raoul Piras, 59 anni, originario di Sassari, e Vincenzo Di Pasquale, 59 anni, originario di Matera. Entrambi avrebbero fatto parte in passato dell’intelligence italiana e, prima ancora, dell’Arma dei carabinieri.

L’ipotesi accusatoria è pesante. I due avrebbero intrattenuto rapporti con un agente dei servizi russi, formalmente in servizio in Italia sotto copertura diplomatica, al quale sarebbero state fornite notizie sensibili in cambio di somme di denaro. Secondo la ricostruzione investigativa, Piras avrebbe avuto un ruolo centrale nei contatti e sarebbe stato l’unico interlocutore diretto dell’agente del Gru, il servizio di intelligence militare russo, protetto dall’immunità diplomatica.

L’inchiesta coinvolge, oltre a Piras e Di Pasquale,........

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