Taccuino Liberale #34
Temo di essere, come molti, davanti ad un bivio, e di fronte ad un enorme banco di nebbia.
Quello a cui stiamo assistendo non abbiamo nessuna possibilità di immaginare come e quando possa finire; quindi, creare strategie diventa quasi una missione impossibile.
Come Federica Brignone, ieri alzatasi dal suo letto e scesa in pista per portare a casa anche il titolo italiano e ritrovatasi a dormire in un letto di una clinica con un infortunio così pesante che davvero mette in forse tutto il suo futuro di sciatrice (quindi forza Federica, che testa e cuore spingano il tuo corpo a procedere in discesa, senza intoppi fino a Cortina, e non perché le Olimpiadi si svolgano in suolo italico, ma perché meriti quel podio, e anche il gradino più alto. Lo meritavi già da ieri, prima della gara, lo meriti ancora di più da oggi. Buon lavoro, la strada è lunga ma la missione meno impossibile di quella che toccherà a tutti noi), anche noi pensavamo di avere un certo futuro davanti, ma poi è arrivato il buio all’improvviso e ora non sapremmo dire nemmeno come saremo tra 12 mesi. Andremo anche noi di nuovo in pista come punta a fare Federica? O dovremo arrenderci e riformulare interamente la nostra vita? Stiamo vivendo solo un brutto infortunio o la situazione geopolitica attuale determinerà una sorta di modifica dell’asse gravitazionale del pianeta?
Parlare oggi di libertà, di libero scambio, di teoria economica liberale, quando la parola più utilizzata questa settimana è “dazi” fa quasi vacillare la forza di qualsiasi liberale, che quasi inerme non si capacita di assistere a quello che sta avvenendo negli Usa, in Ue in risposta alle politiche economiche Usa, e nel resto del pianeta.
Vale la pena investire nella diffusione del pensiero liberale, che sembra quasi scomparso ovunque dal panorama intellettuale e come strumento di analisi e di strategia?
Possibile che anche in questa occasione non ci sia almeno una persona liberale, autorevole e carismatica che, come un giullare alla corte di un re dispotico, non avvisi tutti che il re è nudo?
E così, conclusa una Scuola di Liberalismo volta a diffondere le idee di un grande liberale, Luigi Einaudi, la risposta sembra essere una sola: continuare a diffondere tra i giovani le idee liberali, perché il domani lo devono iniziare a costruire oggi, e perché comunque sono la nostra sola speranza.
Ho frequentato la Scuola di Liberalismo nelle edizioni 1991-1992 e poi dal 1993 ne ho seguito l’organizzazione; quindi, ho visto passare sotto la lente liberale diverse generazioni di giovani che si approcciavano a questa teoria. Tranne un paio di casi, che........
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