Il percorso umano e sportivo di Manuel Bortuzzo
Nuotatore, atleta paralimpico, scrittore e oggi anche promotore di importanti progetti per l’inclusione nello sport. La storia di Manuel Bortuzzo è una storia di talento, resilienza e capacità di reinventarsi. Dopo aver inseguito il sogno olimpico nel nuoto, un tragico incidente ha cambiato radicalmente il corso della sua vita. Da quel momento, però, Manuel ha scelto di non arrendersi, tornando a gareggiare, conquistando una medaglia di bronzo alle Paralimpiadi di Parigi 2024 e diventando un punto di riferimento per tanti giovani.
In questa intervista ripercorriamo il suo percorso umano e sportivo: dagli esordi in piscina ai sogni infranti e poi ricostruiti, passando per il rapporto con i media, l’esperienza al Grande Fratello, l’impegno per l’accessibilità e i nuovi obiettivi che guarda con determinazione verso il futuro.
Manuel, quando hai capito che il nuoto sarebbe diventato qualcosa di più di una semplice passione?
Penso di averlo capito quando c’è stato un vero cambio di prospettiva. All’inizio nuotavo perché mi piaceva, mi riusciva bene e mi dava tante soddisfazioni. Poi è arrivata la mia prima qualificazione ai Campionati Italiani. In quel momento ho capito che, per diventare davvero un atleta di alto livello, serviva un cambio di passo. Ho scoperto quanto fossero importanti la passione, l’amore e la dedizione. Sono cose che riesci a dare solo quando quello che fai è davvero la tua passione; altrimenti, prima o poi, molli. Ho capito che per raggiungere certi risultati dovevo mettere tutto me stesso e ho accettato di farlo. Da quel momento ho avuto la certezza che quella fosse la mia strada.
Nel 2015 hai stabilito il record italiano Juniores nei 3000 metri, superando quello di Gregorio Paltrinieri. Che ricordo hai di quel traguardo?
Pensa che ancora oggi, a distanza di undici anni, quel record è lì. Ogni anno, durante i Campionati Italiani, qualcuno prova a batterlo e il mio vecchio allenatore mi scrive sempre per aggiornarmi. Anche quest’anno mi ha mandato un messaggio: “Vediamo se lo battono”. E invece no, è ancora imbattuto. È una soddisfazione enorme, anche perché quel record apparteneva a Gregorio Paltrinieri, che all’epoca era il mio idolo assoluto. Faceva le mie stesse gare e rappresentava il sogno che volevo raggiungere. Era un po’ come Cristiano Ronaldo per chi gioca a calcio.
Ricordo ancora la prima volta che l’ho incontrato dopo quel record. Per me era surreale. Mai avrei immaginato che, poco tempo dopo, mi sarei ritrovato ad allenarmi insieme a lui. È stato davvero un sogno che si realizzava.
Quali erano i tuoi obiettivi sportivi prima del 2019 e quanto ti sentivi vicino alle Olimpiadi di Tokyo?
Prima del 2019 il mio obiettivo era qualificarmi ai Mondiali, che rappresentavano il primo vero passo verso le Olimpiadi di Tokyo 2020. Mi allenavo ogni giorno con Gregorio Paltrinieri e con atleti........
