Ciampacavallo: un riferimento per l’inclusione a Roma
Ci sono luoghi che non si limitano a offrire servizi, ma costruiscono comunità. Ciampacavallo è uno di questi. Nata a Roma alla fine degli anni Novanta, l’associazione è oggi una realtà di riferimento nel campo dell’inclusione sociale e dei percorsi di vita indipendente per persone con disabilità. Tra laboratori, attività sportive, progetti educativi, percorsi di co-housing e iniziative culturali, Ciampacavallo porta avanti un modello fondato sulla valorizzazione delle differenze, sull’autonomia e sulla partecipazione attiva alla vita sociale. Un approccio che mette al centro la persona e il suo progetto di vita, superando logiche assistenzialistiche e istituzionalizzanti. Ne abbiamo parlato con Matteo De Lorenzo, presidente di Ciampacavallo, che ci ha raccontato la filosofia dell’associazione, il ruolo della natura e dei cavalli nei percorsi di inclusione, le sfide ancora aperte sul fronte della disabilità e della salute mentale, e i nuovi progetti che guardano al futuro, dall’editoria al co-housing.
PER CHI NON CONOSCE CIAMPACAVALLO, COME DESCRIVERESTI LA MISSION DI QUESTA REALTÀ?
Ciampacavallo è un laboratorio di inclusione sociale, una vera e propria palestra dello stare insieme. La sua forza sta nel riuscire a coniugare la dimensione collettiva con l’attenzione alla singola persona. Può sembrare un paradosso: per stare bene tutti insieme servono regole comuni, ma perché questo avvenga davvero è necessario riconoscere e valorizzare l’unicità di ciascuno. Accogliamo persone molto diverse tra loro: persone con disabilità lieve, media, grave o gravissima, insieme a persone senza disabilità, coinvolgendole in percorsi che spaziano dall’artigianato allo sport, dalle attività sociali e conviviali alle esperienze più strutturate di tipo educativo e diurno. Organizziamo gite, feste, vacanze e momenti di vita quotidiana condivisa.
Negli anni ci siamo specializzati sempre di più nell’accompagnare le persone nel loro “progetto di vita”. Le accogliamo spesso all’uscita del percorso scolastico, a volte anche prima, e le sosteniamo nella costruzione di una vita adulta il più possibile autonoma e partecipata. La nostra visione è quella della deistituzionalizzazione e della demedicalizzazione: vogliamo offrire un’alternativa ai percorsi che conducono esclusivamente a strutture assistenziali o sanitarie. Per questo accompagniamo gradualmente le persone attraverso laboratori, attività sportive, esperienze quotidiane e momenti di autonomia crescente, fino ad arrivare a percorsi residenziali. Anche nella residenzialità, però, l’obiettivo è mantenere vive le relazioni, le amicizie e le attività costruite nel tempo. In altre parole, permettere alle persone di continuare a vivere una vita piena, normale e condivisa.
QUAL È IL MOMENTO CHE TI FA CAPIRE CHE IL LAVORO CHE SVOLGETE QUI STA CAMBIANDO LA VITA DI UNA PERSONA?
Ci sono molti momenti che ci fanno capire che stiamo andando nella direzione giusta. A volte il riconoscimento arriva dalle istituzioni, quando vedono che siamo riusciti a trovare risposte a bisogni e situazioni che loro stesse faticavano a gestire. Altre........
