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Il buco nero dell’agro-industria da esportazione

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04.06.2026

Il racket del bracciantato e il controllo mafioso dell’attività sono una realtà per nulla invisibile

Li chiamiamo invisibili, come a giustificare la nostra indifferenza. Perché sono come polvere da mandare sotto al tappeto nelle zone buie dell’agro-industria nostro vanto. In realtà si vedono benissimo. Nelle piazze dei paesi quando è ancora buio. Dall’alba al tramonto sui campi, poi a gruppi alle stazioni di servizio, in attesa del minivan. O a piedi lungo il ciglio delle strade statali e provinciali. Qualcuno in bici, qualcun altro in monopattino. Più spesso a piedi. E quando li falciano, meritano meno di cinque righe in cronaca. Dagli allevamenti veneti, giù lungo lo stivale, per l’Emilia e poi più a Sud, nell’agro Pontino, fino ai campi di pomodoro campani, e nelle distese di serre e stalle, dalla Calabria alla Sicilia. Fanno notizia quando gli sparano, li........

© L'Espresso