Agrigento vuol credere alla restanza
Dopo il flop da Capitale della cultura, la città simbolo di bisogni primari insoddisfatti, a partire dall’acqua, scommette sul nuovo corso di Michele Sodano
Palazzo dei Giganti, il Comune di Agrigento, sembrava ormai incarnare un ossimoro. Bastava a renderlo tale il fallimento di Capitale italiana della cultura e le indagini che hanno toccato tutti i partiti al potere e gli uomini simbolo della politica cittadina. Più che un posto per giganti, sembrava un palazzo per quelli che Leonardo Sciascia chiamava ominicchi. E forse è bastato questo – e l’ultima indagine a due giorni dal ballottaggio – per far cambiare il registro politico a una città che si è dichiarata «stanca».
Si è realizzato così il sogno di Michele Sodano, il nuovo sindaco che ha da amministrare una città, per dirne una, con il parco archeologico tra i più estesi d’Europa, ma che non riesce a trattenere i turisti per più di due giorni. La vittoria al ballottaggio è stata schiacciante, oltre il 70%, sull’avversario Dino Alonge, esponente nuovo alla politica, appoggiato da Forza Italia, Fratelli d’Italia e Mpa, tutte sigle a cui appartengono alcuni degli esponenti finiti nell’ultimo anno nei registri delle Procure.
Alla base della scelta di Sodano, deputato del Movimento 5 Stelle poi espulso durante il governo Draghi per........
