Nanocipolle di carbonio per combattere il cancro
Nanocipolle di carbonio per combattere il cancro
MADE IN BERGAMO. La prof.ssa Silvia Giordani studia come trasformarle in vettori intelligenti per portare farmaci antitumorali nelle cellule malate.
Il nome tecnico è fullerene multistrato: «Ma io preferisco chiamarle nanocipolle». Nell’inglese scientifico, Carbo Nano-Onions. Silvia Giordani, 53 anni, scienziata bergamasca di livello internazionale e oggi Full Professor e Chair in Nanomaterials alla Dublin City University, è stata ospite lunedì scorso al dipartimento di Ingegneria e Scienze applicate dell’Università di Bergamo. L’occasione era data dal seminario da lei tenuto e intitolato «Dalle nanocipolle di carbonio alla cura del cancro: nanotecnologia al servizio della medicina», ovvero: come delle nanoparticelle sferiche di carbonio possono essere vettori di farmaci antitumorali. Vettori di estrema precisione, assolutamente non tossici e tollerati dal sistema immunitario: un rimedio e un’alternativa alla tradizionale chemioterapia e a tutte le sue ben note controindicazioni, la prima delle quali è che colpisce anche i tessuti sani. Un’idea, questa delle nanocipolle impiegate in ambito bio-medicale, su cui Giordani lavora da anni: prima si è occupata della «penetrazione» delle nanocipolle nelle cellule dei tumori pancreatici e al seno, che hanno già dato risultati certificati, e infine oggi,........
