«Moyamoya, con la forza dell’amicizia abbiamo sconfitto tutte le nostre paure»
«Moyamoya, con la forza dell’amicizia abbiamo sconfitto tutte le nostre paure»
L’ASSOCIAZIONE. Domenica l’inaugurazione della seconda casa che ospita i pazienti in cura al «Papa Giovanni»
Sette carrelli carichi di mobili componibili, in fila indiana, che avanzano verso una cassa bloccata nel caos. L’arredamento de «La Casa di Monica 2», che apre oggi al Villaggio degli Sposi, è stato acquistato così, dai volontari dell’associazione Amici del Moyamoya, in una giornata impegnativa, ma anche piena di allegria.
Lo raccontano sorridendo, perché è una scena che dice molto dello spirito con cui da sempre opera questa associazione: la fotografia di un’amicizia che è motore inesauribile di iniziative importanti, a sostegno di persone malate e delle loro famiglie. «Una catena virtuosa e generativa» che si è messa in moto quindici anni fa e non si è più fermata, come spiega Giusi Rossi, presidente e anima di questo gruppo.
Quella mattina tra gli scaffali del grande magazzino erano in molti, armati di lista e di buona volontà, a riempire i carrelli con letti, cucine, sedie, tavoli, stoviglie, lenzuola. C’era nell’aria tanto entusiasmo per un progetto che finalmente si è realizzato: una seconda casa di accoglienza per malati di Moyamoya e le loro famiglie al Villaggio degli Sposi, a pochi passi dall’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Un appartamento con quattro camere indipendenti, ciascuna col proprio bagno, due piccole cucine, un bel terrazzo adatto «per gli incontri conviviali». Ricavato da uno spazio completamente ristrutturato. «Quando l’abbiamo visto non era in buone condizioni – ricorda Giusi – ma tutti abbiamo capito che aveva grandi potenzialità».
La casa è costata 300.000 euro, finanziati attraverso donazioni, eventi, raccolte fondi, anni di lavoro volontario. La prima «Casa di Monica», inaugurata anni fa nello stesso palazzo, sempre dedicata all’accoglienza, ne era costati altri 200.000. «A pensarci, ci sembra incredibile» sottolinea Giusi. Mezzo milione di euro, in totale, raccolti in quindici anni da un gruppo di amici di provincia partito con pochi euro in tasca e un’idea. La testimonianza che l’amicizia, l’entusiasmo, la tenacia possono trasformare i sogni in realtà.
La storia di Moyamoya
Tutto è cominciato nel febbraio del 2011, con una telefonata. Ivan Rossi pensava a sua sorella Monica, malata di Moyamoya — una rara patologia cerebrovascolare cronica e progressiva, che può essere letale —, vedeva suo cognato disperato, lei su una sedia a rotelle, e voleva........
