Addio Tira, una vita da maestro e cronista con l’amore per la sua gente e la sua valle
Addio Tira, una vita da maestro e cronista con l’amore per la sua gente e la sua valle
IL LUTTO. Per l’autorevolezza e la conoscenza del territorio era «il Comandante». La sua disponibilità a muoversi con carta e penna era totale, sempre sigaro in bocca. Insegnante dal 1955. L’attenzione per gli alpini e la zootecnia.
Aveva tre caratteristiche il Sergio Tiraboschi: il sigaro in bocca, l’amore per la sua gente e la sua valle e la completa disponibilità. Ogni volta che avevi bisogno, che domandavi qualcosa, Sergio rispondeva. Di lui, come giornalista che cercava di raccontare la Bergamasca, avevo bisogno spesso. A L’Eco lo chiamavamo «il Comandante» per via della sua autorevolezza e della profonda conoscenza della sua terra. C’era anche un altro comandante, quello dell’Alta Valle Seriana, Enzo Valenti, che aveva caratteristiche molto simili e che è ancora un nostro valido collaboratore.
Sergio Tiraboschi se n’è andato mercoledì nella casa di riposo don Palla di Piazza Brembana, la struttura che il suo grande amico Piero Busi - per tanti anni sindaco di Valtorta e presidente della Comunità Montana - aveva fortemente voluto e poi passo passo seguito e che Sergio Tiraboschi aveva più volte raccontato, nei diversi passaggi, con i suoi articoli su L’Eco.
Chi era Sergio Tiraboschi
Sergio aveva quasi novant’anni, li avrebbe compiuti il 5 di luglio. Una vita lunga e intensa, segnata dal matrimonio con Manuela e dall’essere padre di due figli, Marta e Siro. E pure contraddistinta da due ruoli: il maestro elementare........
