Medici di famiglia nelle Case di comunità. La stima: 1.200 ore settimanali da coprire
Medici di famiglia nelle Case di comunità. La stima: 1.200 ore settimanali da coprire
L’ACCORDO. Marinoni (Ordine): per gli oltre 500 dottori un impegno di 2-3 ore a settimana. Ma sigle sindacali divise Carrara (Fimmg): un segnale per migliorare l’assistenza sul territorio. Geracitano (Snami): sistema calato dall’alto.
Il primo passo è stato mosso martedì sera, a livello nazionale, con la firma dell’intesa: i medici di medicina generale lavoreranno nelle Case di comunità fino a 6 ore settimanali (ma potrebbero servirne meno, circa 2-3, per farle funzionare), tra il lunedì e il venerdì dalle 8 alle 20.
Ora si passa al capitolo «decentrato»: la discussione si sposterà sul piano regionale e, ancor più concretamente, in ciascuna Asst – gli enti che coordinano i medici di base sul territorio – per stabilire al meglio le modalità d’impiego. Guido Marinoni, presidente dell’Ordine dei medici di Bergamo, parte da un’osservazione pragmatica: «È un risultato che serviva a risolvere il problema del Pnrr». Le date non sono casuali: a breve l’Italia deve dimostrare di aver rispettato l’obiettivo di completare le Case di comunità, la cui deadline è fissata per il 30 giugno, ma soprattutto dovrà renderle operative per davvero. «Le organizzazioni sindacali, con senso di responsabilità, hanno accettato un compenso minimo (38,72 euro lordi l’ora, ndr), comunque inadeguato all’impegno aggiuntivo. Il mancato raggiungimento dei target del Pnrr – rileva........
