I genitori imparino ad ascoltare i giovani
La diffusa violenza giovanile ci ricorda malessere adolescenziale fatto per lo più di solitudine e silenzio. Gli adolescenti quando stanno male non dicono i loro pensieri perché temono di far stare male gli adulti ma anche perché sanno che non li ascoltano. Non è un’accusa gratuita della genitorialità ma la constatazione che spesso i genitori sono in altre faccende affaccendati. Ma spesso è anche la dolente conclusione che raccolgo nella pratica clinica quando sento dire dai ragazzi: «Vorrei qualcuno che mi ascolti!».
Diciamo che ascoltare non è cosa semplice. Vuol dire sentire con attenzione e intenzione che poi, prima di tutto, è tacere mentre l’altro parla e la necessità di restare dentro le parole dette e nei silenzi che pure sono comunicazione. Significa essere in connessione profonda........
