Cibo da casa, tornelli e accesso alla spiaggia: le ultime polemiche che scaldano l'estate nei bagni toscani
Cibo da casa, tornelli e accesso alla spiaggia: le ultime polemiche che scaldano l'estate nei bagni toscani
Il divieto di portare cibo in uno stabilimento di Tirrenia ha riacceso la polemica. Ma a tenere banco c’è anche il “caso Livorno” dopo il blitz anti-tornelli all’entrata
Cibo in spiaggia sì, ma niente cene e pranzi come se fosse Natale o Natalino, magari con il barbecue montato in un angolo dello stabilimento balneare e la tovaglia a quadrettoni presa in prestito dalla nonna. No ai tornelli all’ingresso come se dovessimo andare in palestra per un’ora di pilates o allo stadio per un match a rischio ordine pubblico. E, dunque, libero (e gratuito) accesso alle spiagge in concessione se non si usufruisce dei servizi. Con l’obbligo da parte dei gestori (ma anche degli avventori), di lasciare liberi da lettini e ombrelloni cinque metri di battigia. Come da regolamento per la stragrande maggioranza dei Comuni, anche quelli toscani.
È attorno a questi principali comandamenti del bon ton balneare che si muove il mare magno delle nostre spiagge dove ogni giorno nascono polemiche, scontri e piccoli terremoti tra concessionari e clienti, tra conservatori e progressisti. L’ultimo (apparente) paradosso nelle gestione degli stabilimenti balneari in Toscana arriva dal lungomare di Tirrenia, provincia di Pisa. Nei giorni scorsi all’ingresso del bagno “La Perla”, uno dei più frequentati della zona, è comparso un cartello firmato dalla direzione in cui si ricorda ai clienti,........
