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L’oppio ideologico e l’anti-imperialismo selettivo, la distorsione della sinistra mondiale: severa con Israele, indulgente con il regime iraniano

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23.06.2026

Non sappiamo ancora cosa accadrà nei negoziati con l’Iran annunciati da Trump, ma una cosa appare già chiara: se l’accordo dovesse rivelarsi sfavorevole a Israele e all’Occidente, una parte della sinistra occidentale gioirà, convergendo paradossalmente con le istanze più radicali dell’America MAGA. Eppure, tra febbraio e marzo 2026, Israele (insieme agli Stati Uniti) ha condotto una delle più vaste operazioni di decapitazione della leadership iraniana degli ultimi decenni: eliminati l’ayatollah Khamenei, il comandante dell’IRGC, il ministro della Difesa e decine di altri vertici militari e politici. Un colpo di tale portata sarebbe come se in Italia venissero eliminati in un’unica operazione il Presidente della Repubblica, il capo di un esercito parallelo fedele al regime, il ministro della Difesa e gran parte dell’alto comando e della classe dirigente.

L’Iran ha quindi subìto un colpo durissimo. Nonostante ciò, una parte della sinistra (con il New York Times in primis) ha continuato a minimizzare i danni o a inquadrare qualsiasi risposta di Teheran come “legittima resistenza” o addirittura come vittoria. Non si tratta di tutta la sinistra ma di una sua componente specifica, che applica al conflitto una cornice ideologica rigida e impermeabile ai fatti. Il meccanismo principale è la distorsione sistematica della visione del mondo. Da una parte Israele e l’Occidente,........

© Il Riformista