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Maxi incendio in Appennino, elicotteri e Canadair per salvare i boschi

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07.04.2026

Il fronte del fuoco sui pendii tra Biagioni e Pracchia ( a destra) e a sinistra vigili al lavoro

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Alto Reno Terme (Bologna), 7 aprile 2026 – Una lunga linea di fuoco sul crinale dell’Appennino, tra le località di Biagioni e Pracchia, ha arroventato le giornate di Pasqua e Pasquetta, al confine tra il territorio bolognese e pistoiese. Per cause ancora in fase di accertamento, nel primo pomeriggio di domenica è divampato un ampio incendio, con un fronte di circa 800 metri, rendendo l’aria quasi irrespirabile fino a Porretta. Sul posto sono sopraggiunte varie squadre dei vigili del fuoco, con 12 mezzi da Castiglione dei Pepoli, Vergato, Gaggio Montano, Monzuno e Bologna.

Le prime operazioni di spegnimento sono andate avanti tutta notte

Le prime operazioni di spegnimento sono andate avanti tutta la notte: a complicarle, però, il fatto che i roghi principali fossero collocati alla sommità di un crinale difficilmente raggiungibile via terra, sia a piedi che con i mezzi di soccorso. I vigili del fuoco si sono dunque adoperati per tutta la giornata di Pasqua per spegnere i focolai raggiungibili e fare in modo che non arrivassero a minacciare i borghi abitati disseminati nei boschi circostanti. Il rogo, sospinto dal vento caldo, è stato monitorato tutta la notte da svariate squadre di terra.

Elicotteri e Canadair che caricando l’acqua al lago di Bilancino hanno sorvolato le fiamme 

Alle prime luci dell’alba di ieri, poi, sono arrivati tre elicotteri e tre Canadair, che, caricando l’acqua al lago del Bilancino, in Toscana, hanno sorvolato l’area del rogo a cadenze ravvicinate per estinguere l’incendio. Sul posto anche i carabinieri, che hanno assistito i vigili del fuoco per tutta la durata delle operazioni.

Il sindaco Nanni: “Voglio rassicurare tutti”

Ieri mattina il sindaco Giuseppe Nanni si è recato in prima persona a Biagioni: “Voglio rassicurare tutti: l’evento non ha coinvolto persone o abitazioni e sono in corso di accertamento le cause. Mi preme ringraziare prima di tutto le decine di vigili del fuoco, volontari ed effettivi, che da domenica sono al lavoro insieme alla protezione civile per spegnere l’incendio e garantire la sicurezza di tutta la valle. Grazie anche al personale del Comune al lavoro con me presso il Coc e alla Pro Loco di Biagioni, che è stata aperta per garantire supporto a chi sta operando sul territorio”.

Diversi nuclei familiari tra Pracchia e Biagioni hanno preferito lasciare le case

La superficie boschiva andata in fumo supera già i 40 ettari, le operazioni di spegnimento non sono concluse e ogni ipotesi sulle cause del rogo è ancora aperta. Diversi nuclei familiari fra Pracchia e Biagioni hanno preferito lasciare le case, pur non minacciate direttamente del rogo, per l’impossibilità di muoversi nella zona delle operazioni, dove la strada è stata chiusa, e i vigili del fuoco li hanno scortati fuori dall’area interdetta.

Fabbri: “Ci sono momenti in cui la forza di un territorio si misura nella capacità di reagire insieme”

“Nella giornata della Santa Pasqua un incendio ha interessato l’Appennino tra Biagioni e Pracchia, a poca distanza dai luoghi in cui sono nata e dove ho trascorso questa giornata significativa – ha detto la capogruppo in Regione di FdI, Marta Evangelisti –. Desidero esprimere la mia più sincera gratitudine ai vigili del fuoco, ai volontari e ai carabinieri”. A intervenire in merito anche Maurizio Fabbri, presidente dell’assemblea legislativa: “Ci sono momenti in cui la forza di un territorio si misura nella capacità di reagire insieme. Il primo pensiero va ai vigili del fuoco, alla protezione civile, al personale comunale, ai volontari e a tutte le donne e gli uomini impegnati nelle operazioni di spegnimento”.

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