Ragazzino picchiato a scuola: 3 minorenni a processo: “Si sono scusati, ma non basta”
La polizia davanti all’istituto Corni e nel riquadro gli School tutor
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Modena, 26 marzo 2026 – Hanno chiesto scusa, si sono detti pentiti ma quel grave gesto commesso nei confronti di un compagno di scuola generò un forte allarmismo tra le aule ma non solo: scatenò nella vittima un senso di ansia e paura.
Compariranno oggi davanti al giudice del tribunale dei minori di Bologna i tre ragazzi accusati di aver picchiato un coetaneo dopo aver fatto irruzione in classe, interrompendo la lezione in corso e generando il caos.
L’aggressione è avvenuta il 23 febbraio del 2023
I fatti sono noti e sono avvenuti il 23 febbraio del 2023 all’interno del Corni Tecnico. Un istituto in quel periodo finito spesso al centro delle cronache per episodi di violenza ma da cui oggi emerge forte e chiaro l’appello da parte di tutti i suoi studenti affinchè la scuola non venga ‘etichettata e denigrata’ e, con la stessa, tutti i suoi studenti che, nella maggior parte dei casi, passo dopo passo stanno cercando di costruire il proprio futuro. Erano studenti ma del vicino professionale anche i tre odierni imputati che, all’epoca dei fatti, avevano 16 e 17 anni.
L’accusa: entrarono in un aula del tecnico e picchiarono uno dei minori
Quel giorno di febbraio, secondo le accuse entrarono in un aula del tecnico e picchiarono appunto uno dei minori con calci e pugni, spintonando il personale Ata ma anche una professoressa per portare a termine la spedizione punitiva. Alla base del gesto, pare, una offesa rivolta ad uno dei tre aggressori da parte della vittima.
I tre erano stati successivamente individuati e denunciati
I tre erano stati successivamente individuati e denunciati a seguito delle indagini della squadra mobile per interruzione di servizio pubblico, avendo interrotto il regolare svolgimento delle lezioni quale pubblico servizio e lesioni aggravate in concorso avendo, in più persone riunite, colpito la vittima con pugni e calci procurando alla stessa lesioni per quattro giorni di prognosi. Ai tre amici era stata contestata anche l’aggravante dell’aver agito in danno di minore e all’interno di un istituto scolastico e in più persone riunite. Da quel giorno sono trascorsi tre anni e tutti e tre gli imputati si sono assunti le proprie responsabilità dinanzi alla legge.
Oggi compariranno in aula da ‘adulti’
Oggi compariranno in aula da ‘adulti’, seppur i fatti siano stati commessi quando appunto erano ancora minorenni. “Sicuramente il mio assistito ha preso piena consapevolezza degli errori. Ora sta studiando e ha ottimi risultati a scuola- afferma uno dei legali degli imputati, avvocato Roberto Ghini. (Un altro imputato è difeso dall’avvocato Edoardo Salsi). Ha smesso di frequentare certe compagnie e sotto questo profilo la famiglia è stata per lui di forte aiuto e supporto. I risultati scolastici di questo periodo sono il segno evidente di come quell’episodio sia stato un fatto del tutto eccezionale nel suo percorso di crescita”. Oggi, dunque, inizierà il processo nei confronti dei tre amici.
La reazione della Cgil e della rete degli studenti
In seguito a questa ennesima rissa tra studenti avvenuta presso l’Istituto tecnico Corni, la Cgil e la rete degli studenti intervennero in modo molto duro e netto.
“Le politiche messe in atto fino ad oggi siano insufficienti e inadeguate. Un approccio concentrato unicamente sulla sicurezza esterna – con la presenza di pattuglie, telecamere e l’utilizzo di soluzioni sanzionatorie – dimostra la sua inefficacia e non è risolutivo delle cause profonde che restano irrisolte. Quello che serve è una presa in carico da parte delle Istituzioni che fornisca strumenti per permettere alla scuola di intervenire sul piano educativo e sociale, anche attraverso la presenza di figure professionali di mediazione e risoluzione dei conflitti culturali. Bisogna costruire una rete fra istituzioni per attivare quelle progettualità che permettano di mettere in atto percorsi volti a sviluppare la capacità di gestire i contrasti senza ricorrere alla violenza, il rafforzamento dei servizi di sportello psicologico, la creazione di spazi di dialogo dove gli studenti possano essere parte attiva nella definizione delle regole e nella costruzione di un ambiente scolastico più inclusivo.
Abbiamo ormai quotidianamente la dimostrazione che l’approccio punitivo, securitario e repressivo all’educazione, implementato sempre di più negli ultimi anni, non costituisce un metodo di risoluzione efficace dei problemi del mondo scolastico, ma al contrario rende le scuole degli ambienti ostili e sempre meno a misura di studentesse e studenti. L’unica soluzione concreta sono investimenti seri e strutturali nell’istruzione”.
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