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Caso Ruggi, l’inchiesta. Spunta un quaderno con una lista di nomi. Contatti al setaccio

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26.02.2026

Il 19 settembre si muove tra Palagano, Toano e Villa Minozzo, nel Reggiano. A dirlo sono le ‘celle’ agganciate dal suo telefono. Il 20, invece, giorno della scomparsa o, meglio, sera in cui il traffico dati del suo cellulare smette di dare segnali, prima di mezzanotte, non si è mai spostata da Vitriola di Montefiorino. Chi ha visto Daniela Ruggi nelle colline di Reggio Emilia prima di sparire nel nulla per poi essere trovata cadavere, un anno e mezzo dopo, a una manciata di metri dalla sua abitazione?

Dalle indagini svolte dall’Arma dei carabinieri, infatti, emerge come la 32enne di Vitriola, il giorno prima della scomparsa si aggirasse appunto nella provincia reggiana ma non è dato sapere se lì avesse dato appuntamento a qualcuno. Così come – agli atti – ci sono numerosi incontri con una decina di persone diverse nei mesi precedenti la scomparsa e, probabilmente, l’omicidio. Nel corso del sopralluogo all’interno della sua abitazione, alla presenza del pm Galli, titolare del fascicolo, a febbraio dello scorso anno gli inquirenti trovano il test di gravidanza, quello acquistato dalla giovane nella farmacia di Montefiorino con la confezione ancora integra, ma anche scontrini di hotel di Sassuolo, dove la vittima pernottò con un giovane straniero così come un manoscritto e una lista di tredici nomi maschili.

Si infittisce insomma il mistero dietro la morte di Daniela Ruggi, il cui teschio è stato rinvenuto come noto il primo gennaio all’interno di Torre Pignone. Difficile districarsi tra i tantissimi contatti tenuti dalla 32enne con anziani del luogo, ma anche alcuni giovani stranieri: almeno tre e tutti marocchini residenti tra Sassuolo e Pavullo. Persone dalle quali Daniela, in un momento di fragilità, cercava conforto ma che – in alcuni casi – emerge si siano approfittati di lei, della sua disperata ricerca di affetto e ‘accoglienza’.

All’occhio, però, balza anche un altro aspetto: è vero che la giovane acquistò a maggio del 2024 un test di gravidanza ma, agli atti, emerge anche come Daniela avesse annunciato alla mamma che preso sarebbe diventata nonna. L’annuncio, la giovane lo aveva fatto a marzo del 2024, quindi sette mesi prima della scomparsa. Oggi ci si chiede se quelle fossero ‘fantasie’ di Daniela o, meglio, la volontà di riuscire a costruire una propria famiglia. Ma c’è un nome che viene pronunciato spesso sia dalla famiglia della ragazza che dai conoscenti: un poco più che 40enne che la 32enne sosteneva essere il fidanzato e che, a suo dire, sarebbe stato il papà del suo bambino. Sentito a sit dagli inquirenti, lo stesso ha invece sostenuto di non aver mai risposto ai numerosi messaggi e chiamate di Daniela. Ci sono poi i tre conoscenti marocchini, tutti pregiudicati e per reati legati anche a violenza di genere. I tre, però, non si sarebbero trovati il 20 settembre 2024 nei pressi di Vitriola.

C’è poi chi giura di aver visto la 32enne nei giorni successivi la presunta data della scomparsa: il 25 settembre, ad esempio, tra Palagano e Savoniero e pure il 28, nei pressi di via Casa Volpe, Vitriola. Un testimone sarebbe certo di averla incrociata a piedi lungo la strada.

I militari hanno quindi verificato entrambe le segnalazioni ma al momento sono risultate senza riscontri oggettivi, pur a seguito della visualizzazione delle immagini delle telecamere. Oggi, in attesa di nuovi sopralluoghi nella torre, teatro del probabile omicidio – reato per cui giace un fascicolo in procura – sulle sorti di Daniela continua ad aleggiare il mistero.


© il Resto del Carlino