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Sara Pedri è svanita da 5 anni, si cerca di nuovo nel lago: “Speriamo in una traccia”

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01.03.2026

Le ricerche nel lago di Santa Giustina, in Trentino, dov’è scomparsa Sara Pedri

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Forlì, 28 febbraio 2026 – Il lago non restituisce nulla. Da cinque anni una famiglia chiama un nome e attende almeno un segno. Oggi, nelle acque di Santa Giustina, si è tornati a cercare Sara Pedri, la giovane ginecologa forlivese scomparsa il 4 marzo 2021 nel punto in cui, secondo le ricostruzioni, avrebbe compiuto un gesto estremo.

La sorella di Sara: “Sono emozionata, ci basterebbe trovare una scarpa o un indumento”

“Sono emozionata – racconta Emanuela Pedri, sorella di Sara –. Siamo consapevoli che le speranze sono poche, ma ci basterebbe trovare una scarpa o un indumento. Siamo grati di questa nuova opportunità. Ringraziamo tutti gli operatori coinvolti nelle ricerche e l’associazione Penelope, in particolare la presidente del Trentino-Alto-Adige, Mirella Spadotto. È merito loro se abbiamo potuto riattivare le ricerche".

A coordinare le operazioni è il tenente dei Carabinieri di Cles, Federico Fontana: "Alle ricerche hanno partecipato i Vigili del fuoco, i volontari, il Soccorso alpino e la Forestale. Al mattino sono stati impiegati quattro gommoni, altrettanti nel pomeriggio, oltre a una moto d’acqua e ai droni – spiega –. Sono state ispezionate tutte le anse e i bordi del lago, spingendosi fino al ponte di Mostizzolo, il luogo in cui Sara ha lasciato l’auto per poi gettarsi nel lago. Le squadre si sono suddivise per coprire l’area nel modo più capillare possibile”.

Nuovo  intervento in primavera

Le attività riprenderanno in modo più esteso con la primavera: "Sarà necessario attendere metà aprile per organizzare un nuovo intervento: in quel periodo il livello dell’acqua sarà più basso di circa dieci metri, anche per effetto dei due rigagnoli che confluiscono nella diga: questo consentirà di controllare con maggiore facilità l’intera riva, con il fondale più visibile e maggiori possibilità di individuare eventuali elementi utili”.

L’ispettore distrettuale dei Vigili del fuoco ha già preso contatti con Edison, gestore della diga, per individuare il momento migliore per intervenire: “In inverno, tra precipitazioni e neve, le condizioni non permettono un lavoro accurato – sottolinea il tenente Fontana –. In primavera valuteremo anche l’impiego di ulteriori metodologie e il coinvolgimento di altri enti, in base al contesto che troveremo”.

I controlli con i cani molecolari

In passato "erano già stati effettuati controlli in alcune aree segnalate dai cani molecolari per la ricerca cadaveri ed erano state impiegate unità cinofile tedesche. Inoltre, c’è da tenere in considerazione che è una zona particolarmente melmosa”.

Il procedimento penale

Alla scomparsa ha fatto seguito anche un procedimento penale. La Procura di Trento aveva contestato a Saverio Tateo, ex primario dell’ospedale Santa Chiara (dove Sara lavorava) e alla sua vice, Liliana Mereu, il reato di maltrattamenti nei confronti del personale del reparto, in riferimento a un clima di lavoro ritenuto vessatorio; nel processo si erano costituite 21 parti civili. Il 31 gennaio 2025 il Tribunale di Trento ha assolto entrambi, “perché il fatto non sussiste”, chiudendo il primo grado dell’iter giudiziario. La Procura ha però impugnato la sentenza: il caso è ora al vaglio della Corte d’Appello, in attesa dell’udienza.

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© il Resto del Carlino