Forlì, l’infortunio condiziona Harper. In calo punti, percentuali, rimbalzi e assist
Se la situazione di classifica fa tenere la antenne dritte, pure le condizioni fisiche del roster forlivese non sono delle migliori. Oltre all’infortunio di Gaspardo, la Pallacanestro 2.015 è uscita dal Flaminio alle prese con i guai di Pietro Aradori e con un Demonte Harper incerottato, come confermato da coach Martino al termine del derby. Il classe ‘89 si è procurato un’edema osseo in occasione della trasferta di Mestre di inizio gennaio, scivolando su alcuni fogli di carta finiti a bordo campo. Un piccolo problema che lo ha però costretto a ‘dosare’ le forze in settimana, limitando quantità e qualità delle sedute. Martino ha parlato di "uno o due allenamenti a settimana con parziale contatto". E ha sottolineato quanto questo incida per un giocatore che ha tra le proprie qualità fisicità ed energia.
Da più di un mese a questa parte, in effetti, il contributo di Harper si è assestato su un livello leggermente inferiore ai suoi standard. Al Taliercio segnò una delle sue migliori prestazioni stagionali, con 19 punti in 29’. Poi, però, nelle successive sei uscite di campionato, pur chiudendo sempre in doppia cifra, non è più riuscito ad andare oltre i 13 punti segnati (nel pesante ko di Milano). Una soglia che in precedenza, tra novembre e dicembre, era riuscito a superare per ben sette volte su dieci partite. Gli unici nei erano stati gli 8 punti segnati nel disastro di Livorno e appena 3 punti in 11’ prima di uscire per falli contro Pesaro.
Resta il fatto che nell’ultimo mese di regular season, dalla sconfitta contro Rieti in avanti, i numeri di Harper sono in calo. Con una media di 11,2 punti segnati a partita, nonostante un utilizzo tutto sommato rilevante (29’ esatti), apparentemente senza troppi ‘sbalzi’ particolari riconducibili a guai fisici. Un contributo inferiore alla sua media stagionale attuale (14,2 punti) e soprattutto a quella tenuta prima di Mestre. Demonte ha infatti chiuso il mese di dicembre a 15,8 punti a partita e, da inizio stagione, si assestava comunque intorno a quota 14,9 ad allacciata di scarpe. Toccando i 15,1 punti se si considera anche la sfida alla Gemini.
Naturalmente, la causa principale è da ricercare nella scarsa precisione al tiro. In particolar modo dalla lunga distanza. Nelle ultime sei uscite ha realizzato appena 3 bombe a fronte di 23 tentativi (con 0/16 in quattro partite complessive), per un rivedibile 13% di realizzazione dall’arco. E dire che in stagione, fino a metà gennaio, si era pure rivelato particolarmente produttivo dai tre punti, con un buon 37% di media, superiore e non di poco allo scorso anno. Va un po’ meglio in avvicinamento a canestro (42,2%), dove, tutto sommato, non ha risentito particolarmente della presenza ‘ingombrante’ di Stephens nel pitturato. Dal campo, però, il 22/68 (32%) non può essere soddisfacente.
Le conseguenze del guaio fisico con cui sta facendo i conti, poi, si fanno sentire anche in altri aspetti del gioco che di solito sono ‘tipici’ del nativo di Nashville. A cominciare dalla lotta a rimbalzo, dove ha catturato appena 3,8 carambole a partita. Prima di Mestre il computo era a quota 5,2. È poi meno preciso pure nel mettere in ritmo i compagni di squadra, al punto da collezionare appena 3 assist in tutto negli ultimi due match.
A Forlì, in questo momento, serve ben altro, sotto tutti i punti di vista. La classifica e il calendario delle prossime settimane non possono far dormire sonni tranquilli.
