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Aggressioni agli operatori. Il supporto dello psicologo: "Un aiuto importante"

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02.04.2026

Un reparto d’ospedale in una foto di repertorio

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"La salute psicologica degli operatori è un tema critico in questo momento, da dopo la pandemia ci siamo resi conto che la situazione merita attenzione". E così nell’ultimo anno il servizio di Prevenzione e protezione dell’Ausl Romagna ha supportato poco meno di 200 operatori ospedalieri all’interno dell’ambulatorio per il disagio lavorativo: 50 complessivi tra i tre nosocomi di Ravenna, Faenza e Lugo, altri 50 a Rimini, 38 a Forlì e 53 a Cesena. Inoltre interventi di supporto psicologico sono stati effettuati in diverse unità operative e ambulatori, dove è stato ritenuto necessario in seguito a situazioni difficili.

"Abbiamo registrato la soddisfazione degli operatori – dice Francesca Gnudi, responsabile del servizio di Prevenzione e protezione dell’Ausl – perché la presenza di uno psicologo, o anche la possibilità di contattarlo al bisogno per situazioni delicate al Pronto soccorso, è una sicurezza e un supporto importante". Un anno fa era partito anche il progetto di ’Facility emergency’, che prevedeva la presenza di uno psicologo in Pronto soccorso per interagire con gli utenti e aiutare in situazioni difficili. Al momento è però sospeso "perché i contratti sono scaduti, e col blocco sulle assunzioni presente al momento è tutto fermo. Speriamo che la situazione possa risolversi presto".

L’ambulatorio resta comunque un punto fermo per gli operatori sanitari che vivono situazioni difficili a causa di aggressioni o stress correlato al lavoro. E ha più scopi, come spiega Gnudi: "Lavora su delega del medico competente, a cui gli operatori si rivolgono e che fa da filtro. L’ambulatorio quindi aiuta il medico a fare una diagnosi e a redigere un giudizio di idoneità dell’operatore, nonché nella presa in carico, che diventa un’attività di ’coaching’, un supporto nell’attività sul campo, per le situazioni non patologiche. E che è un affiancamento anche in quelle che vedono l’introduzione dello psichiatra". In questo primo anno di attività il supporto dello psicologo si è rivelato importante anche per supportare le équipe in situazioni molto pesanti: come ad esempio il decesso di un bambino al Pronto soccorso che ha avuto un impatto profondo sugli operatori. Ma al Pronto soccorso "il progetto serviva anche per supportare i pazienti in situazioni difficili – aggiunge Francesca Gnudi –. Penso ad esempio a chi si presenta in uno stato di forte ansia, o a situazioni delicate dal punto di vista socio-sanitario. Lo psicologo in questi casi può fare da tramite con gli assistenti sociali o col supporto sul territorio, e può aiutare l’équipe medica a gestire la situazione".

Per quanto riguarda il supporto agli operatori, "talvolta è l’équipe stessa a richiedere l’intervento dello psicologo, soprattutto quando occorre rielaborare un vissuto difficile per la gestione di un caso o per un decesso".

Del resto le aggressioni ai sanitari sono in crescita, come testimoniano i dati dell’Ausl Romagna: nel 2025 sono stati segnalati 539 eventi, contro i 498 del 2024. La maggior parte delle segnalazioni riguarda casi di violenza verbale, che vede un incremento del 5,1%, mentre la violenza fisica è scesa del 2,2% e quella contro la proprietà vede un -5,7%. Inoltre 35 segnalazioni nel 2025 hanno riguardato i Pronto soccorso e 67 gli ambulatori territoriali.

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© il Resto del Carlino