Jesi sceglie lo sguardo di genere: nasce la Consulta delle Donne e della Comunità Lgbtqia+
Il sindaco Lorenzo Fiordelmondo
Jesi (Ancona), 18 marzo 2026 – Un nuovo spazio di democrazia partecipata, un laboratorio di idee per scardinare pregiudizi e costruire una città a misura di tutti i suoi cittadini, nessuno escluso. A seguito della deliberazione del consiglio comunale dello scorso 27 gennaio, il Comune di Jesi ha ufficialmente istituito la “Consulta delle donne e delle persone che si riconoscono nella Comunità Lgbtqia+”. Con l’apertura dei termini per le iscrizioni all’Assemblea, il progetto entra ora nella sua fase operativa, chiamando a raccolta la cittadinanza attiva per trasformare un atto amministrativo in un motore di cambiamento sociale. La Consulta non nasce come un semplice organo consultivo formale, ma come il fulcro propositivo delle politiche di genere e dell'inclusione nel territorio. Le sue funzioni sono molteplici e ambiziose: si va dalla promozione dei diritti e della consapevolezza sulle questioni di genere, al supporto diretto alle istituzioni locali per superare gli stereotipi attraverso un approccio intersezionale. L'obiettivo dichiarato è quello di integrare stabilmente lo "sguardo di genere" nel tessuto sociale e politico della città, formulando proposte concrete e pareri sulle sfide che riguardano la comunità. Attraverso l’organizzazione di eventi e incontri, l'organismo punta a diventare una "lente" necessaria per rileggere l'urbanistica, il welfare e la cultura cittadina. Il bando per partecipare è improntato alla massima inclusività. Possono presentare domanda di iscrizione all’Assemblea “tutte le persone che abbiano compiuto 16 anni, residenti o domiciliate a Jesi, ma anche chi ha interessi sociali e culturali nel territorio comunale e si riconosca come donna o come parte della comunità Lgbtqia+”. La partecipazione è inoltre estesa ai rappresentanti di associazioni e movimenti con sede in città che operano attivamente per la tutela dei diritti e il contrasto alle discriminazioni di genere. Si tratta di un invito corale a chiunque voglia mettere a disposizione tempo e competenze per costruire un modello di parità reale. Le domande di partecipazione dovranno pervenire entro il 24 aprile tramite Posta Elettronica Certificata o consegna all'Ufficio protocollo, utilizzando il modulo disponibile sul sito istituzionale del Comune di Jesi o presso l'Ufficio Associazionismo. «Con questa Consulta — fa sapere l'Amministrazione comunale guidata dal sindaco Lorenzo Fiordelmondo — vogliamo che lo sguardo di genere diventi una lente stabile attraverso cui interpretare le sfide del nostro tempo, immaginando insieme soluzioni per una società sempre più giusta».
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