Jesi, il Fai svela la dimora dove fu salvato il manoscritto di Tacito
Un particolare della facciata del palazzo nobiliare
Jesi (Ancona), 19 marzo 2026 – Le porte di Palazzo Baldeschi Balleani, serrate per anni e rimaste a lungo prigioniere di difficili e intricate vicende familiari, tornano finalmente a girare sui cardini. È questo forse il ‘colpo di scena’ più atteso delle giornate Fai di Primavera, in programma sabato e domenica prossimi e che trasformeranno la Vallesina in un museo a cielo aperto pronto ad accogliere migliaia di visitatori. L'apertura della residenza nobiliare di piazza Federico II, quella dov’è nato lo ‘stupor mundi’ non è soltanto un evento culturale, ma la restituzione alla città di uno scrigno di tesori rimasto inaccessibile per troppo tempo. Qui, dove fu ritrovato il preziosissimo Codex Aesinas di Tacito, il restauro appena concluso permette oggi di ammirare lo scalone monumentale, le sale del piano nobile con i loro stucchi dorati e la cappellina di famiglia decorata a trompe l’oeil. Si tratta di una delle rare occasioni per varcare la soglia di un edificio che ha rischiato l'oblio e che ora rinasce come simbolo di riscatto patrimoniale. A sottolineare la portata dell'iniziativa sono i vertici locali del Fondo per l'Ambiente Italiano. Il capodelegazione Pietrangeli ha evidenziato con forza la determinazione necessaria per arrivare a questo traguardo: «Riaprire palazzo Balleani dopo le note vicissitudini personali e legali che lo hanno interessato è una vittoria per l'intera comunità; è la dimostrazione che il Fai può operare come straordinario collante tra proprietà privata e bene collettivo». Sulla stessa linea d'onda, Nicola Bifani, vice capodelegazione Fai il quale ha rimarcato come la partecipazione attiva sia l'unica vera garanzia di tutela: «Il successo delle Giornate Fai, che coinvolgono migliaia di cittadini, è il motore che ci permette di sostenere interventi di restauro su beni altrimenti destinati al degrado. Vedere oggi questi spazi splendenti, grazie anche al lavoro dei nostri Apprendisti Ciceroni, è la risposta più concreta a chi pensa che la cultura sia un costo e non un investimento». L'itinerario di primavera toccherà anche palazzo Malatesta a Monte San Vito, mentre a Fabriano i riflettori saranno accesi sulla Pia Università dei Cartai, che celebra 700 anni di storia con l'esposizione della Maddalena di Orazio Gentileschi. A Sassoferrato, infine, sarà la maestosa Rocca Albornoz a raccontare secoli di strategia militare. Un weekend di bellezza diffusa che promette di segnare numeri da record per tutto il territorio.
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