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Il 1938, le leggi razziali, l’orrore . Nel musical ’Il giardino di Ferrara’

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04.03.2026

Sullo sfondo la città di Ferrara, assoluta protagonista nelle scenografie

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Ferrara non smette di raccontarsi e venerdì 13 marzo, alle 21, al teatro Nuovo di Ferrara lo farà con il musical intitolato "Il giardino di Ferrara", opera ambientata alla fine degli anni Trenta quando vennero emanate le leggi razziali. Era il 1938, una delle pagine più buie della storia d’Italia. I decreti proibivano agli ebrei il servizio militare, il lavoro in cariche pubbliche, la gestione di grandi aziende e l’insegnamento. I ragazzi ebrei furono esclusi dalle scuole pubbliche e fu limitata la proprietà di beni immobili.

"Siamo la Corte dei Sogni – ha affermato la costumista e sceneggiatrice Virna Comini – e abbiamo coinvolto degli attori e dei musicisti ferraresi. Crediamo che attraverso la musica si possano raccontare tematiche delicate come questa". Nel ruolo dei protagonisti ci saranno Eugenio Cabitta e Alice Guerzoni, coppia artisticamente affiatata e conosciuta nel panorama musicale del territorio, e saranno affiancati da Marco Scabbia, Daniela Patroncini, Sergio Scavone, Diego Albini, Marco Ricchiari, Giulia Disarò, Anna Pederzani e tanti altri. Scritta da Riccardo Scandiani, l’opera vede alla regia Catia Gianisella, con le coreografie che portano la firma di Silvia Bottoni, insegnante presso il Jazz Studio Dance di Ferrara.

"Questo musical – ha sottolineato il musicista e docente di pianoforte presso la Scuola Amf di Ferrara Scandiani – è stato ideato nel 1982, grazie a un amico romano di origini ebree. Mi ha aiutato a immaginare questo spettacolo, poi perfezionato durante il periodo della quarantena che abbiamo vissuto a causa dell’emergenza Covid. Un musical che si concentrerà sui provvedimenti che coinvolsero innumerevoli ambiti del vivere civile e degenerati poi, negli anni successivi, negli arresti e nelle deportazioni". Emanate in stretta alleanza con la Germania nazista, le leggi razziali segnarono la fine dell’integrazione ebraica in Italia, portando alla confisca dei beni e, dopo il 1943, alla deportazione nei campi di sterminio.

"L’opera – precisa Riccardo Scandiani – persegue lo scopo di restituire al presente la memoria degli uomini, delle donne, dei bambini, delle bambine che in un tempo, non così lontano, hanno subito le conseguenze del manifesto della razza". Un progetto realizzato in collaborazione con Abm Technology e grazie al contributo dell’associazione Avis Ferrara. Il progetto artistico e culturale ha ottenuto il prezioso patrocinio dell’istituto di Storia Contemporanea di Ferrara.

Il musical racconterà la grande passione che unisce i protagonisti e i loro amici: il tennis. Sullo sfondo la città di Ferrara, assoluta protagonista nelle scenografie e cuore pulsante che si potrà osservare con accuratezza nei testi delle canzoni, nei fondali dello spettacolo, nelle atmosfere di un’epoca passata che, nella finzione scenica, diventerà attualissima attraverso i giochi di luce e i tasti del pianoforte che accompagnerà lo svolgersi delle scene. Biglietto 16,5 euro. Il ticket si può acquistare direttamente al Teatro Nuovo oppure sul sito internet vivaticket.

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