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Oggi il flash mob a sostegno dei medici indagati per i certificati anti rimpatrio

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16.02.2026

Ravenna, 16 febbraio 2026 – Un flash mob di solidarietà davanti all’ospedale di Ravenna apre il nuovo fronte politico sull’inchiesta che vede indagati sei medici del reparto di Malattie infettive, accusati – a vario titolo – di falso per avere ostacolato le procedure di rimpatrio di cittadini stranieri irregolari attraverso certificazioni di inidoneità all’ingresso nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr).

De Pascale a fianco dei medici di Ravenna: “Accuse da dimostrare”

Due flash mob per i medici: quando e dove

L’appuntamento è fissato per oggi alle 13, davanti all’ingresso di via Missiroli. E mezz’ora dopo analoga iniziativa anche davanti al Bufalini di Cesena.

Anche i Pd in campo: vicinanza ai professionisti

Ad annunciare l’adesione è anche il Partito Democratico ravennate. «Saremo presenti per esprimere vicinanza al personale del reparto, consapevoli del clima di forte pressione che si è creato attorno a professionisti che ogni giorno operano nel Servizio sanitario pubblico con competenza e responsabilità», hanno dichiarato i dem.

Pur ribadendo il rispetto per il lavoro della magistratura, il Pd parla della necessità di tutelare autonomia e dignità professionale dei medici, giudicando inaccettabile che, prima di accertamenti definitivi, si costruiscano narrazioni capaci di mettere in discussione l’intero sistema sanitario: «Riteniamo vergognoso che esponenti della destra, a partire da Matteo Salvini, abbiano scelto di intervenire immediatamente con dichiarazioni improntate allo scontro politico. Un’indagine non può diventare occasione di propaganda né terreno per delegittimare il lavoro di chi è chiamato a svolgere valutazioni cliniche complesse in un ambito normativo delicato».

Cosa dice l’inchiesta sui medici di Ravenna

L’inchiesta ipotizza che in diversi casi i certificati medici fossero incompleti o addirittura arbitrari nell’attestare l’inidoneità al rimpatrio. Nei giorni scorsi sono scattate perquisizioni all’alba nel reparto di Malattie infettive, un intervento che ha suscitato forti reazioni. Durissimo il commento di Marco Grimaldi, vicecapogruppo alla Camera di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha definito l’irruzione notturna «un abuso di potere inaccettabile» e «un attacco gravissimo» all’ospedale e al Servizio sanitario nazionale. Grimaldi ha annunciato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute, Orazio Schillaci, per chiedere chiarimenti sulle modalità operative delle perquisizioni.

Forza Italia: ipotesi sconcertante

Di segno opposto la posizione di Rosaria Tassinari, deputata e coordinatrice regionale di Forza Italia per l’Emilia-Romagna, che ha espresso «profondo sconcerto» per quanto emerso dall’indagine. «Se i fatti fossero confermati – ha affermato – ci troveremmo di fronte a un episodio di estrema gravità». Tassinari ha chiesto che l’Ausl e la Regione avviino verifiche interne per fare piena luce, sottolineando come la sanità pubblica debba restare presidio di legalità, imparzialità e correttezza.

E il deputato Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, attacca: «Prima di esprimere fiducia incondizionata nei medici indagati e scaricare le responsabilità sulle procedure previste dalle norme nazionali, de Pascale farebbe meglio a sollecitare l’assessorato competente a controllare se in altre Asl si siano verificati fatti analoghi. In una sanità disastrata come quella emiliano-romagnola può accadere anche questo. Il Pd sul tema sicurezza, sempre più connessa con l’immigrazione clandestina, sta scherzando col fuoco: a Ravenna potrebbe emergere la prova di un sistema doloso, diffuso nel territorio nazionale, di false documentazioni mediche per contrastare le politiche migratorie del Governo. Il ‘soccorso rosso’ di Barattoni e De Pascale stride con il loro ruolo istituzionale ed è l’esempio lampante dell’inaffidabilità del Pd sui temi riguardanti la sicurezza». 


© il Resto del Carlino