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Medici indagati, il sindaco: “Cari ministri, pensate a come far funzionare meglio le procedure. No a speculazioni”

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14.02.2026

Ravenna, 14 febbraio 2026 – Il sindaco di Ravenna Alessandro Barattoni interviene sulla perquisizione avvenuta nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale cittadino, nell’ambito dell’inchiesta sui presunti certificati anti-rimpatrio.

"Dichiarazioni improvvide da parte di alcuni Ministri”

Affermando di avere “piena fiducia nel lavoro della Magistratura, alla quale compete in questa fase l’accertamento di eventuali responsabilità individuali”, il primo cittadino punta il dito contro quelle che definisce “una serie di dichiarazioni improvvide da parte di alcuni Ministri della Repubblica, solitamente silenti rispetto a indagini o, peggio ancora, davanti a condanne dei loro colleghi di governo che, al contrario, in questo caso già individuano colpevoli e additano all’opinione pubblica i medici dell’Unità Operativa di Malattie Infettive dell’ospedale di Ravenna come i responsabili di tutto ciò che non va in tema di rimpatri”.

Il riferimento è al vicepremier e ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, che ieri, venerdì 13 febbraio, intervenendo sull’indagine, ha definito il fatto “Gravissimo. Se fosse confermato sarebbe una vergogna da licenziamento, da radiazione e da arresto”. Gli aveva fatto eco il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che ha affermato che il vero problema sui Cpr “sono quelli che per motivi puramente ideologici, anche per contrastare un’azione del Governo che intanto ha moltiplicato le espulsioni, fanno sabotaggio e ostruzionismo”.

"Procedure di rimpatrio, le politiche non funzionano”

Il sindaco Barattoni precisa che: “In un paese 'normale' le forze di polizia si devono occupare di sicurezza, i medici di salute, chi indaga di giustizia e chi governa dovrebbe fare in modo che i diritti delle persone, così come quelli degli operatori di polizia e sanitari, vengano garantiti.

Invece, per come sono le procedure di rimpatrio oggi, ci troviamo di fronte a politiche che non funzionano né nella parte della tutela dei diritti delle persone nei Cpr, né per coloro che devono operare per la sicurezza e la salute di tutti. Anzi, spesso sono chiamati a sopperire a tali mancanze enti e professionisti che con grande senso di responsabilità mai si sottraggono”.

"Pericoloso mettere alla berlina chi si occupa della salute di tutti”

"Per questo – continua il primo cittadino – è pericoloso mettere alla berlina chi ogni giorno si occupa della salute di tutti. Anche perché quando nel nostro paese ci sono state persone morte nei Cpr e alcuni medici sono stati indagati per omicidio colposo nulla si è sentito da parte dei Ministri. Non tocca ai medici garantire la sicurezza”.

"Cari Ministri, pensate a come far funzionare meglio le procedure. No a speculazioni”

Poi l’affondo: “Cari Ministri, pensate quindi a come far funzionare meglio le procedure, assicurando a tutte e a tutti le migliori condizioni per poter fare il proprio lavoro, che siano operatori di polizia o sanitari, non speculando su indagini appena partite”.

Il sindaco infine, “in attesa di ulteriori sviluppi che devono avere l’unico fine di fare piena chiarezza, esprime la propria vicinanza e solidarietà “a tutte e a tutti coloro che ogni giorno nella nostra città si occupano di salute delle persone”, “certo che continueranno ad operare con la massima professionalità, responsabilità e diligenza nei confronti di cittadini e pazienti che si affideranno alle loro cure”.


© il Resto del Carlino