Predappio e il 25 aprile, Forza Nuova sfida il divieto: “Il convegno si fa”. E lo sposta all’aperto
Roberto Fiore, segretario nazionale di Fn, e l’area dello stabilimento dell’ex Caproni in cui ha annunciato il convegno
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Predappio (Forlì), 25 aprile 2026 – “Il convegno del 25 Aprile, organizzato a Predappio da Forza Nuova e Fahrenheit2022, si terrà regolarmente, nel piazzale antistante la Caproni”. Parola di Roberto Fiore, segretario nazionale di Forza Nuova, che sfida i divieti della Prefettura e l’ordinanza del sindaco di Predappio, Roberto Canali, secondo la quale, non solo è vietato fare riunioni nel fabbricato ad uso artigianale, ma anche nell’area adiacente. Stando infatti a fonti delle forze dell’ordine, anche l’area esterna avrebbe una vocazione produttiva, non abilitata per convegni e concerti. E quindi il convegno non si potrebbe fare neppure all’esterno.
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Roberto Fiore è deciso e in modo sottilmente ambiguo titola il suo comunicato ‘Il 25 aprile a Predappio la verità scende in piazza’. Poi attacca: “Smentiamo categoricamente le menzogne della stampa di regime: il sistema trema, ma non ci ferma. Le testate giornalistiche asservite e i corifei del pensiero unico stanno diffondendo in queste ore la falsa notizia della cancellazione del nostro evento. Niente di più falso. Fallisce miseramente la via burocratica alla repressione: il convegno si farà. Hanno provato a silenziarci con i soliti giochetti di palazzo, ma la nostra determinazione è più forte dei loro veti”.
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Quindi snocciola l’elenco degli “otto oratori d’eccezione che si alterneranno per demolire pezzo dopo pezzo il castello di menzogne che tiene prigioniera l’Italia: gli avvocati De Luca, Trisciuoglio, Salvaggio e Pimpini, il professor Nino Galloni, Ruggiero Capone, l’inglese Nicholas Griffin e il greco Ioannis Zografos”. Gli argomenti degli oratori? Spiega il segretario nazionale di Forza Nuova: “Porteremo sul palco tesi nuove, destinate a essere la pietra tombale di un’ideologia d’odio che per troppo tempo ha diviso il nostro popolo e avvelenato il futuro della nostra gioventù. Abbiamo spezzato l’algoritmo discriminatorio che persino il ministro Piantedosi è stato costretto ad ammettere, parlando di ‘disparità di trattamento’. La loro epoca è finita”. Conclude Fiore: “Il convegno del 25 aprile a Predappio non è solo un incontro, è l’inizio della fine per il vecchio mondo. Mentre gli altri celebrano il passato, noi scriviamo il futuro. Inizia così la fine di una storia. Si apre una pagina luminosa. A testa alta, ci vediamo nel piazzale della Caproni”. Dove probabilmente incontrerà le forze dell’ordine.
Anche ieri, intanto, non sono mancate le reazioni di forze politiche, enti e associazioni culturali all’iniziativa di Forza Nuova. Scrivono in una nota i coordinatori regionali del Movimento 5 Stelle, il senatore Marco Croatti e Gabriele Lanzi, quello provinciale Mauro Frisoni e i gruppi territoriali M5S di Cesena, Forlì e Savignano Rubicone e Mare: “L’antifascismo non si cancella, chi lo attacca sfida la nostra democrazia”. E aggiungono: “La scelta della data del 25 aprile non è casuale: rappresenta una provocazione grave e consapevole. In quel giorno l’Italia celebra la fine dell’occupazione nazifascista e la riconquista della libertà, grazie alla Resistenza e al sacrificio di migliaia di donne e uomini. Mettere in discussione l’antifascismo proprio in questa ricorrenza significa colpire i valori fondanti della nostra convivenza civile. L’antifascismo non è un ‘algoritmo’ ideologico, come viene sprezzantemente definito dagli organizzatori. È il principio costitutivo della nostra democrazia, sancito dalla Costituzione, nata proprio dal rifiuto storico e morale del fascismo e delle sue conseguenze”.
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