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“La menopausa è diversa per ogni donna. Ecco cosa fare per viverla al meglio”. I consigli della ginecologa

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19.03.2026

“La menopausa è diversa per ogni donna. Ecco cosa fare per viverla al meglio”. I consigli della ginecologa

“La menopausa è diversa per ogni donna. Ecco cosa fare per viverla al meglio”. I consigli della ginecologa

Dalla terapia ormonale ai rimedi naturali per vivere serenamente questa nuova fase della vita. Andare oltre lo ‘stigma sociale’ si può: l’intervista di QnSalus dottoressa Mombelli dell’IRCCS Policlinico San Donato

Cosa fare per sentirsi bene in menopausa: i consigli dell'esperta

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La menopausa è un passaggio naturale nella vita di ogni donna: è così e tutte noi lo sappiamo, ma quando scatta l’ora X per molte è ancora un dramma, soprattutto in Italia. Troppi stereotipi dettati da una cultura al maschile che pensa ancora che bellezza sia solo sinonimo di giovinezza e che senza la fertilità una donna perda un pezzo importante della propria essenza.

Ovviamente non è così, è solo l’affacciarsi di una nuova fase della vita che prima o poi arriva per tutte. Ma i condizionamenti sociali sono difficili da cambiare e le ginecologhe raccontano di pazienti alle prese con ansia, depressione e timore di invecchiare. In molte culture, le donne in menopausa sono considerate più sagge e in forza, dopo anni di ciclo mestruale magari doloroso si libera più energia creativa che possiamo investire in altri ambiti della vita. 

Abbiamo chiesto a un’esperta come si possa affrontare questa transizione in modo sereno e sentirci libere di essere noi stesse. QNSalus ne ha parlato con la dottoressa Roberta Daniela Mombelli, specialista in Ginecologia e Ostetricia, ginecologa del Servizio di Ginecologia IRCCS Policlinico San Donato. 

Quando arriva la menopausa, spesso le donne dicono di essere disorientate. Forse perché è un tema che istintivamente viene rimandato, oppure perché esistono tabù nel raccontarsi. Come affrontare il cambiamento in modo sereno?

"La menopausa è una fase naturale della vita, segnata dal calo progressivo degli estrogeni che può portare a sintomi come vampate, insonnia, cambiamenti d’umore o secchezza vaginale, scatenando spesso un senso di disorientamento. Questo smarrimento deriva da tabù culturali che ci spingono a rimandare il dialogo, ma affrontarla con serenità è possibile e supportata da studi clinici. Affidatevi a fonti affidabili e parlatene apertamente con amiche e familiari, rompere i tabù è essenziale. Imparate ad ascoltare il vostro corpo, ad esempio tenendo un diario dei sintomi, e adottate strategie supportate dalla ricerca clinica, attività aerobica regolare (almeno 150 minuti alla settimana), alimentazione mediterranea ricca di fitoestrogeni e tecniche di rilassamento. Quando necessario, valutate insieme al medico terapie personalizzate, ormonali o non farmacologiche”.

La fine dell’età fertile può essere un momento difficile per molte donne. Altre, invece, vivono la menopausa come una liberazione. È solo una questione ormonale? Quanto incidono i condizionamenti sociali?

"La menopausa non è solo una questione ormonale, i cambiamenti fisiologici come il calo degli estrogeni, giocano un ruolo centrale, ma i condizionamenti sociali incidono profondamente sulla percezione e sul vissuto, amplificando il disagio o trasformandolo in opportunità. Molte donne la vivono come un momento difficile a causa di sintomi fisici e psicologici, mentre altre la accolgono come una liberazione, grazie a fattori culturali e personali. In Italia, lo stigma culturale lega la menopausa a invecchiamento, perdita di bellezza e ruolo riproduttivo, generando imbarazzo, isolamento e calo dell’autostima, studi come quelli della Società Italiana della Menopausa indicano che l’83% delle donne ne risente. Al contrario, per molte è una liberazione, fine dei cicli mestruali dolorosi, maggiore libertà sessuale senza rischi di gravidanze indesiderate e tempo per riscoprire se stesse con consapevolezza”.

Ogni donna è diversa, anche i sintomi della menopausa possono variare?

"Ogni donna vive la menopausa in modo unico e profondamente personale, i sintomi variano per intensità, durata e tipo, influenzati da genetica, stile di vita (fumo, dieta, attività fisica), stato di salute generale e persino etnia". 

Vampate di calore: è uno dei risvolti più fastidiosi per una donna. Quanto durano e c’è un modo per risolverle?ù

"Le vampate di calore sono tra i sintomi più invalidanti della menopausa, un’ondata improvvisa di calore, con sudorazione e rossore, dovuto al calo estrogenico che altera la termoregolazione ipotalamica, colpisce il 75-85% delle donne. Durano in media 7-10 anni (da 1-5 minuti ciascuna, fino a decine al giorno), variando per genetica e stile di vita. Le vampate si possono gestire con rimedi naturali, riducendo i fattori scatenanti come alcol, caffè, cibi piccanti e ambienti caldi, associando esercizio aerobico regolare (30 minuti al giorno), yoga o respirazione profonda, e portando con sé ventagli portatili insieme a un abbigliamento a strati. Tra i rimedi naturali più studiati, cohosh nero (Cimicifuga racemosa, 20-40 mg/ giorno), isoflavoni di soia, trifoglio rosso ed estratto di polline riducono frequenza e intensità del 20-50% secondo studi clinici, agendo come modulatori estrogenici selettivi senza effetti ormonali sistemici significativi. Oltre a stili di vita e fitoterapia, si può ricorrere a terapie farmacologiche sicure ed efficaci. La terapia ormonale sostitutiva, resta il gold standard, riducendo le vampate del 75-90% secondo le linee guida IMS (International Menopause Society) 2025-2026. La terapia ormonale sostitutiva, quando controindicata, può essere sostituita da fezolinetant, un farmaco non ormonale recentemente approvatob dall’AIFA, agisce sul meccanismo centrale delle vampate riducendole del 50-70% in 4 settimane”.

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Dalla stanchezza alla sfera sessuale: cosa fare?

"La stanchezza in menopausa deriva dal calo di estrogeni e progesterone, che altera il sonno e viene aggravata da stress, lavoro e famiglia; abitudini come sedentarietà e alimentazione squilibrata ne peggiorano l’intensità. Per contrastare la stanchezza, è fondamentale curare il sonno andando a dormire e svegliandosi più o meno alla stessa ora ogni giorno, evitando schermi luminosi almeno un’ora prima di coricarsi, limitando l’uso di caffeina e alcol nel tardo pomeriggio o sera, ed esporsi alla luce naturale al mattino, che aiuta a regolare il ritmo sonno-veglia.

Un’alimentazione ricca di proteine, fibre e grassi sani, unita a un’attività fisica regolare, contrasta efficacemente la stanchezza tipica della menopausa. Le proteine preservano la massa muscolare, sostenendo il metabolismo basale e riducendo la fatica; le fibre stabilizzano la glicemia, prevenendo cali energetici improvvisi, mentre i grassi buoni, come gli omega-3, favoriscono il benessere ormonale e cardiovascolare. L’esercizio costante, come  c amminate veloci o pesi leggeri, rafforza il tono muscolare, accelera il metabolismo e aumenta l’energia complessiva".

La terapia ormonale sostitutiva aiuta?

“Oltre alle buone abitudini alimentari, all’esercizio fisico e a ritmi regolari di sonno per combattere la stanchezza in menopausa, la terapia ormonale sostitutiva (TOS) rappresenta un’opzione raccomandata dalle linee guida internazionali e italiane, in assenza di controindicazioni, per migliorare sintomi come sonno disturbato, umore depresso e affaticamento nelle donne sintomatiche entro i primi dieci anni dall’inizio della menopausa. La carenza estrogenica in menopausa rivoluziona la sfera sessuale, provocando atrofia genitourinaria (secchezza vaginale e pareti sottili), dispareunia, calo del desiderio, ridotta sensibilità clitoridea e orgasmica, nonché minore eccitazione fisica, che spesso rendono l’intimità dolorosa e frustrante. Per contrastare l’atrofia genitourinaria e i disagi intimi della menopausa sono disponibili terapie locali, come estrogeni vaginali, lubrificanti, idratanti a base di acido ialuronico e trattamenti laser come MonaLisa Touch che stimola la rigenerazione dei tessuti vaginali, oltre an opzioni sistemiche quali la terapia ormonale sostitutiva (HRT) e l’ospemifene, queste ultime riservate a pazienti selezionate senza controindicazioni".

Terapia sostitutiva, la grande incognita per le donne in menopausa. Non è facile capire cosa fare, tante donne si rivolgono a più specialisti in cerca di risposte certe. Lei cosa consiglia? Ormoni si, ormoni no?

“Come ginecologa, ritengo fondamentale sottolineare che la terapia ormonale in menopausa (TOS), se iniziata all'interno della cosiddetta 'finestra di opportunità’, ovvero entro 10 anni dall'inizio della menopausa o prima dei 60 anni di età, rappresenta una risorsa terapeutica fondamentale, sicura ed efficace per migliorare significativamente la qualità della vita e il benessere a lungo termine della donna. Le linee guida scientifiche internazionali più recenti confermano che, in donne sane e sintomatiche, i benefici derivanti dalla gestione dei sintomi vasomotori (vampate, sudorazioni), dal miglioramento del sonno, dell'umore e della salute urogenitale superano di gran lunga i potenziali rischi.

Inoltre, un inizio tempestivo offre un prezioso effetto preventivo sulla salute ossea (prevenzione dell'osteoporosi) e, in molti casi, sulla salute cardiovascolare e metabolica. La decisione di iniziarla deve essere presa insieme a un medico specialista, dopo un’attenta valutazione dei benefici, dei rischi e delle alternative. Non è raccomandata in assenza di sintomi vasomotori rilevanti o in donne con controindicazioni come tumori ormono-dipendenti (mammella, endometrio) trombosi venosa profonda o embolia polmonare pregresse, predisposizione genetica nota a tali eventi, malattie epatiche acute o croniche, o patologie cardiovascolari come infarto miocardico e angina”.

Sempre più si parla di ormoni bioidentici: lei cosa ne pensa? Sono un’alternativa valida e sicura oppure no?

"Gli ormoni bioidentici (estradiolo, progesterone micronizzato, estriolo, DHEA e testosterone) hanno una struttura chimica identica a quelli prodotti naturalmente dal nostro corpo. Derivano da fonti vegetali (soia e igname), ma sono sintetizzati e modificati in laboratorio per legarsi perfettamente ai recettori cellulari. Si usano nella terapia della menopausa per combattere vampate di calore, insonnia e atrofia genitale, offrendo un sollievo spesso molto efficace. Tuttavia, le controindicazioni sono simili a quelle della terapia ormonale sostitutiva (TOS) convezionale tumori ormono- dipendenti, patologie epatiche, cardiovascolari o della coagulazione.

Nonostante la loro “identità” molecolare con gli ormoni endogeni, non eliminano i rischi sistemici, come eventi tromboembolici, ictus o neoplasie, soprattutto se i dosaggi non sono personalizzati e monitorati con cura. Condivido appieno le raccomandazioni delle principali società scientifiche sulla menopausa (IMS, SIM, Endocrine Society), che sconsigliano gli ormoni bioidentici non regolamentati, come i preparati galenici, per la mancanza di standardizzazione, test di qualità e dati sulla sicurezza a lungo termine.

Non c’è alcuna superiorità rispetto alle TOS regolamentate da EMA e FDA, molte delle quali sono già a base di bioidentici, come estradiolo e progesterone micronizzato. Queste ultime sono da preferire per dosaggi precisi, evidenze da trial clinici e profilo di rischio più contenuto".

Infine, un consiglio per accompagnare le nostre lettrici verso una menopausa serena?

“La menopausa è una transizione fisiologica naturale, non una patologia da temere, ma un’opportunità per prendersi cura di sé con grazia e consapevolezza. Con informazioni corrette, strategie di prevenzione e un approccio clinico personalizzato, è possibile preservare salute, benessere e qualità di vita in questa fase”. 

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