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Stazione, Comune in campo: “Ecco i servizi integrati, e i cittadini collaborano”

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15.04.2026

A sinistra l’assessore Matilde Madrid

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Bologna, 15 aprile 2026 – “Come sindaci chiediamo al Governo più risorse per la sicurezza, ma soprattutto di poter dare un contributo, perché non si può combattere il crimine nelle città senza un lavoro integrato tra sindaci e Viminale, agire solo sul piano penale inasprendo le pene, cambiando i decreti sicurezza ogni sei mesi, non si va da nessuna parte. Questi quattro anni di fallimenti del Governo lo dimostrano». Lo ha detto il sindaco Matteo Lepore, ospite al convegno ‘Sicurezza integrata nelle città del territorio’ a Genova. «L’Anci ha presentato al Governo un’agenda dei sindaci per la sicurezza urbana integrata – ricorda Lepore –: dalla riqualificazione urbana all’emergenza abitativa fino ai temi della salute mentale e delle dipendenze, così come ha chiesto un aumento degli organici di polizie locali, polizia e carabinieri, perché mancano le volanti di notte, non ci sono le risorse che il Viminale dice di voler dare».

“Grazie”. Ai cittadini, alle forze dell’ordine, ai ‘suoi’ agenti della polizia locale. Matilde Madrid sa che c’è molto da fare, perché la sicurezza di Bologna è un tema delicato, complesso e mutevole come le sue dinamiche. Ma per l’assessore alla Sicurezza del Comune la strada intrapresa è quella giusta. “Bisogna però mantenere la costanza”.

Partiamo dalla zona stazione. All’inizio dell’anno qui un balordo ha ucciso il capotreno Alessandro Ambrosio, sono seguiti altri accoltellamenti e l’area resta teatro di fatti di spaccio e rapine. Che azioni state mettendo in campo?

“C’è una grande attenzione su quest’area, come dimostrano anche gli ultimi arresti effettuati in via Amendola dalla Squadra mobile. L’impegno delle forze dell’ordine, tutte, è importante e la polizia locale, da parte sua, sta mettendo in atto nella zona interventi mirati. La collaborazione, in questo senso, è fondamentale. Non solo tra corpi di polizia, ma anche con i cittadini, che condividono con noi informazioni precise e qualificate che ci permettono di agire in maniera più strutturata e precisa”.

Ha parlato di attività mirate. Di che interventi si tratta?

“Si chiamano ‘Servizi integrati di sicurezza’, acronimo ‘Sis’. Sono operazioni che vedono in campo una ventina di operatori di polizia locale, tra squadre territoriali e dei reparti specialistici, come il nucleo di sicurezza urbana, quello commerciale e lo stradale. Che, ognuno per le proprie competenze, mettono in atto attività di controllo e preventive. Attività che hanno prodotto risultati”.

“Da gennaio a fine marzo, sono stati controllati 418 veicoli ed elevate 150 sanzioni, identificate 20 persone e 4 denunciate. Un dato curioso, sono le 104 violazioni contestate ai monopattini. Sul fronte della lotta allo spaccio, anche con il contributo del nucleo cinofili, sono stati costanti i controlli e i sequestri di sostanze nelle aree più sensibili come via Boldrini, il Giardino Fava e appunto via Amendola. Gli agenti sono intervenuti anche su risse e su casi di ubriachezza molesta”.

Il problema in quest’area resta il disagio sociale che spesso sfocia in casi di violenza.

“È un’area dove va concentrata la massima attenzione, per questo non si può che biasimare la decisione di spostare dalla stazione centrale a Rimini, per l’estate, cinque agenti della Polfer. È una nota dolente quella sollevata dal Siulp, una decisione che va nella direzione opposta agli impegni presi dal Governo per Bologna. È un errore da riparare. E sempre restando in tema di sindacati, ho letto la nota del Sap sulla caserma Smiraglia: c’erano impegni presi per quello stabile. I nuovi poliziotti che arrivano in città vanno accolti in un luogo dignitoso”.

Altra area calda è la Bolognina, su cui in questi mesi si è speso molto. Qual è il sentimento che le arriva oggi?

“I feedback che ho sono timidamente positivi. La situazione è un po’ migliorata, anche se problemi localizzati, legati a spaccio e consumo, rimangono. L’importante, in questo momento, è non abbassare la guardia. E in questo senso c’è una buona notizia: l’apertura del posto di polizia è imminente. I lavori sono finiti, la struttura è molto bella: è tutto pronto, ci sono le certificazioni, mancano le ultime ‘rifiniture’ e poi saremo pronti al passaggio in Prefettura, per consegnare i locali alla Questura, per questa ‘sede distaccata’ del commissariato Bolognina Pontevecchio”.

Poi c’è il Pilastro. Anche lei è stata oggetto di insulti e minacce.

“Purtroppo il dibattito, finché resta drogato da chi usa il linguaggio della violenza, è impossibile. I cittadini del Pilastro, però, hanno partecipato all’iniziativa tenuta sabato e hanno posto domande che hanno trovato risposta. Questo va recuperato: lo spirito della città, che è democratico”.

Per chiudere, la zona universitaria. Tantissimi turisti, tantissimi scippi, l’immancabile spaccio. Che si fa?

“La zona è sempre oggetto dell’attenzione delle forze dell’ordine che la presidiano quotidianamente. In più, il nostro nucleo di sicurezza urbana, in particolare nel weekend, mette in campo servizi in borghese proprio tesi a contrastare taccheggi e rapine, che hanno portato anche all’arresto di un uomo che aveva rapinato una turista della collana d’oro”.

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© il Resto del Carlino