Marco Biagi, l’eredità e il ricordo. “Un omicidio politico, ferita aperta”
La città si è fermata per ricordare Marco Biagi, il giuslavorista assassinato dalle Nuove Brigate Rosse il 19 marzo 2002: la biciclettata in suo onore, nei riquadri: in alto, il sindaco Matteo Lepore saluta la famiglia Biagi e, sotto, i tre leader sindacali Borghetti (Uil), Bulgarelli (Cgil) e Bassani (Cisl)
Articolo: In memoria di Marco Biagi, la sorella Francesca: “Mio fratello, servitore dello Stato”
Articolo: Il Premio Marco Biagi, nel ricordo del giuslavorista
Bologna, 19 marzo 2026 – Ventiquattro anni dopo la città si ferma e ricorda Marco Biagi. Per non dimenticare, per continuare a costruire e coltivare la memoria di un uomo che stava cambiando l’Italia. Biagi pensava ai giovani, alle donne, ai più fragili. Temi che gli costarono la vita, in via Valdonica, il 19 marzo del 2002. Ucciso dalle Nuove Brigate Rosse, a due passi dal portone di casa, sotto i portici. «Un omicidio politico che ha segnato una ferita profonda nella storia repubblicana recente e che ancora oggi interroga le istituzioni, la società, le coscienze», dice la sorella Francesca.
Così la politica e le diverse istituzioni si sono trovate in quella piazzetta che porta il nome del giuslavorista, professore e consulente dello Stato, assassinato a soli 51 anni. Unite assieme alla famiglia, composta da Francesca, dalla moglie Marina Orlandi, dal nipote Giulio Venturi e dal figlio Lorenzo. Che ancora una volta ha spiegato quanto sia importante parlare ai giovani, portando avanti un ricordo tra i ragazzi. «Parlare a loro è bello e importante. Far conoscere figure come quelle di mio padre e di tanti altri che hanno perso la vita per mano del terrorismo», spiega Lorenzo, fresco di visita alle scuole Carducci.
Il sindaco Matteo Lepore, al fianco del prefetto Enrico Ricci, della presidente del Consiglio comunale Maria Caterina Manca e del consigliere regionale Francesco Critelli, ha deposto una corona nel muro della piazzetta Biagi, vicino ai gonfaloni del Comune e della Città metropolitana. Un momento di commemorazione che ha coinvolto anche i sindacati Cisl, Cgil e Uil, rappresentanti dai segretari generali Enrico Bassani, Michele Bulgarelli e Marcello Borghetti. Presenti, tra gli altri, Enrico Di Stasi, Fabrizio Castellari, Simona Lembi, Giuliano Cazzola, Matteo Di Benedetto, Alessandra Servidori e Mauro Felicori. E poi vari rappresentanti istituzionali e delle forze dell’ordine, tra cui il questore Gaetano Bonaccorso. «Un impegno di tutti, ogni anno, per la memoria e il ricordo, contro ogni forma di odio, di violenza e di terrorismo – spiega Lepore, studente universitario all’epoca dell’omicidio –. Oggi il dibattito sul mercato del lavoro è nullo. Questo ci dice quanto servono figure come quelle di Marco Biagi. Una persona intellettuale, indipendente, autonoma, a cui saranno dedicati temi e probabilmente un’opera d’arte pubblica nel nuovo Parco della memoria che sarà pronto in due anni».
Tanti i messaggi di ricordo arrivati durante la giornata. Il presidente della Regione Michele de Pascale lo ha definito «una delle vittime più incolpevoli della violenza politica». Il sottosegretario alla Cultura Lucia Borgonzoni parla invece «di un esempio ancora vivo oggi come punto di riferimento nel dibattito sul lavoro e sui diritti». Vicinanza alla famiglia anche da parte di Galeazzo Bignami, capogruppo alla Camera di FdI, di Luigi Tosiani, segretario regionale del Pd, e dell’europarlamentare Stefano Bonaccini.
Poi, in serata, ecco la pedalata lungo il tragitto compiuto da Biagi quel maledetto 19 marzo del 2002. Una staffetta partita dalla stazione e arrivata in via Valdonica. Presente nella carovana di una trentina di persone un gruppo del Sap - Sindacato autonomo di polizia - e dell’Italian Army Cycling Team. Poi, il minuto di silenzio alle 20.07 in piazzetta, l’orario esatto dell’omicidio. Centinaia le persone, tra cui ex compagni universitari, che hanno intonato canzoni, tra emozione e cordoglio. Il figlio Lorenzo si è visto con il sindaco di Pianoro, Luca Vecchiettini, per unire la biciclettata locale con quella di Bologna. «Sarebbe meraviglioso, visto il rapporto che lega la famiglia a Pianoro», conclude Lorenzo. Segno che il ricordo di Marco Biagi, a 24 anni di distanza dall’omicidio, è più vivo che mai. «Un uomo che aveva coraggio».
© Riproduzione riservata
