La sala operatoria in diretta: braccia meccaniche e joystick e il tumore asportato ‘da remoto’
L’équipe medica di Urologia del professor Riccardo Schiavina (a sinistra). Il professore al lavoro (a destra)
Articolo: Maria, dai dolori all’incubo: "Una vite fuori posto poteva pure uccidermi. Così mi hanno salvata"
Articolo: Rimossi 3 tumori, torna a casa dopo 10 giorni senza complicazioni. “Intervento d’eccellenza”
Articolo: Plasma buttato, una seconda vita per le sacche inutilizzabili: “All’Iss per i test”. Acquaroli: “Andava fatto prima”
Bologna, 7 aprile 2026 – Una sala operatoria che assomiglia a una navicella spaziale dove i robot e i chirurghi si fondono, gli ingegneri sono seduti al fianco di chi opera e la realtà viene aumentata dal 3D per individuare esattamente il tumore da estirpare. Il tutto visualizzato su giganteschi monitor.
Il paziente c’è, ma di lui non si vede praticamente nulla
Il paziente c’è, ma di lui non si vede praticamente nulla: i teli, infatti, lo coprono completamente, perché non c’è più bisogno di scoprire grandi parti di corpo. I bisturi delle braccia robotiche, guidati dal chirurgo, entrano da piccoli fori fatti nel suo addome.
Rimozione di un tumore al rene
a Assistere a un intervento di rimozione........
