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I beni che rinascono. Lo scalone vanvitelliano per le mostre di foto

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23.02.2026

Rispunta dalla polvere degli scantinati pubblici lo scalone Vanvitelliano che si trova a poche decine di metri dalla scuola “don Gaudiano“, ed anche dal conservatorio “Rossini“, e quindi anche della chiesa della Maddalena che nasce proprio su un disegno del grande architetto Vanvitelli, in pieno centro storico in piazza Del Monte.

Rispunta perché il Comune, attraverso il sindaco Andrea Biancani e l’assessore alla Cultura Daniele Vimini hanno deciso di aprire le porte di questo edificio per una sua valorizzazione pubblica. Si tratta di uno spazio poco conosciuto dalla cittadinanza perché rimasto sempre chiuso se non per sporadiche occasioni. Si tratta di un monumentale scalone barocco settecentesco, ciò che resta dell’antico monastero di Santa Maria Maddalena ricostruito intorno al 1740 su progetto di Giuseppe Tranquilli, allievo di Luigi Vanvitelli. Lo Scalone si sviluppa su tre piani attorno a un vuoto centrale, con un forte effetto di verticalità, balaustre in marmo e raffinati stucchi. Una struttura scenografica che negli anni si è rivelata particolarmente adatta a mostre fotografiche e installazioni capaci di valorizzarne le prospettive e i diversi livelli di lettura.

L’amministrazione, come illustra Vimini, ha disposto la "valorizzazione del bene, prevedendo l’attivazione di una procedura pubblica per acquisire manifestazioni di interesse e progetti da parte di soggetti dell’ambito culturale. L’obiettivo è individuare una proposta in grado di coniugare qualità artistica, sostenibilità gestionale e attrattività anche turistica, in armonia con le caratteristiche storico-architettoniche dell’immobile". Comunque prima di finire sul “mercato“ lo scalone Vamvitelliano dovrà prima avere una perizia per la stima del canone di mercato. Tra gli ambiti di attività – come scrive l’amministrazione – che potranno essere oggetto delle proposte progettuali vengono indicati eventi espositivi, attività formative e laboratoriali, iniziative divulgative come seminari e conferenze, oltre alla custodia e valorizzazione del bene con percorsi di approfondimento storico-architettonico.

"Vogliamo costruire un progetto che non sia solo una programmazione di mostre – conclude il sindaco Andrea Biancani – ma un presidio culturale stabile, capace di generare produzione, formazione e racconto della città, mettendo in dialogo la fotografia contemporanea con uno dei suoi contenitori storici più suggestivi". Sembra di capire che lo scalone verrà dato in gestione o comunque affittato. Al di là delle buone intenzioni sembra comunque di essere davanti ad una bella scommessa perché l’amministrazione vuole prevedere "l’attivazione di una procedura pubblica per acquisire manifestazioni di interesse e progetti da parte di soggetti dell’ambito culturale". Sulla mancata fruibilità dello scalone aveva fatto una interrogazione in consiglio Dario Andreolli della Lega lo scorso settembre.


© il Resto del Carlino