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Cappelli: "Lavatoio trascurato tra incuria e sosta selvaggia"

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25.02.2026

Si accende la polemica politica attorno al lavatoio pubblico, vero e proprio ‘monumento’ ascolano di cui si trovano notizie a partire già dal 1625 e situato nel quartiere di Porta Cappuccina, nei pressi del Ponte Romano. A sollevare il caso è il consigliere comunale Gregorio Cappelli, esponente della lista civica Ascoli Bene Comune, che denuncia lo stato di degrado in cui verserebbe l’area. Secondo Cappelli, il monumento non sarebbe valorizzato in modo adeguato alla sua importanza storica e identitaria. In particolare, l’illuminazione artistica risulterebbe non funzionante da tempo, impedendo a cittadini e turisti di godere, soprattutto nelle ore serali, di uno degli scorci più suggestivi della zona. "È inaccettabile che un luogo così significativo venga lasciato al buio – afferma –. Non è solo una questione di decoro urbano, ma di identità culturale". Nel mirino anche il fenomeno del parcheggio selvaggio che, a detta del consigliere, finirebbe per oscurare e mortificare l’area monumentale sia di giorno sia di notte. Una situazione che sarebbe stata più volte segnalata dai residenti, senza però – sostiene l’esponente di opposizione – risposte efficaci. Critiche vengono rivolte anche alla Polizia Locale, accusata di scarso interesse verso le segnalazioni dei cittadini. L’attacco politico si estende quindi all’intera amministrazione comunale. "La nostra idea di città è diversa – conclude Cappelli –. I beni culturali non possono essere considerati marginali".


© il Resto del Carlino