Le tartarughe, un killer del granchio blu ‘Hanno messo l’alieno nella dieta’
Thomas Turolla con il granchio blu
Rovigo, 21 marzo 2026 _ Pare che ne vadano ghiotte e, se non sono la soluzione definitiva, sicuramente rappresentano una speranza di più di mettere all’angolo il granchio blu. ‘Almeno una tartaruga su 3 ha messo il granchio blu nella sua dieta’. Una tartaruga su tre di quelle finite sotto esame. E’ il dato evidenziato dall'assessore regionale alla pesca Dario Bond che ha presieduto l'incontro con il commissario straordinario Enrico Caterino, il direttore di Veneto Agricoltura Federico Caner, Franca Baldessin di Arpav, docenti e ricercatori delle università di Padova e Venezia, i tecnici Arpav, i sindaci dei comuni interessati, il presidente della Provincia di Rovigo Enrico Ferrarese e le organizzazioni professionali di pesca e acquacoltura, cooperative e consorzi di pesca e allevamento. Appunto, una speranza in più. ‘Lo studio sui predatori naturali è estremamente interessante perché apre alla possibilità di integrare il controllo della specie anche attraverso la catena alimentare, in un'ottica ecosistemica e non solo di prelievo’, ha ribadito l’assessore Dario Bond.
Lo studio è stato presentato l’altro giorno per tirare le somme di un anno dall'avvio del progetto di mappatura del granchio blu nelle acque interne e marittime del Veneto. La Regione ha presentato a Rovigo i risultati ottenuti finora dal progetto della durata di 30 mesi che mette insieme le università di Padova e Venezia, Veneto Agricoltura e Arpav. Con una considerazione che non farà piacere ai pescatori.
