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Gasolio record in città: in un distributore a 2,639. Tassisti: “Per noi nessun incentivo”

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08.04.2026

Tommaso Rimessi, vice presidente del Consorzio Taxisti Ferraresi

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Ferrara, 8 aprile 2026 – Abbiamo un primato molto amaro. Nel ’diesel servito’ un nostro distributore si aggiudica il titolo regionale del caro-carburanti, con il prezzo di 2,639 euro per litro. Non siamo soli in testa alla classifica, condividiamo la vetta con Modena.

La classifica di Federconsumatori

La classifica è stata stilata da Federconsumatori Emilia-Romagna che chiede di aprire un tavolo di crisi regionale per misurare anomalie ed eccessi, per valutare gli effetti della crescita dei carburanti. Un tavolo che chieda al governo, al più presto, iniziative non solo emergenziali.

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L’appello dell’associazione

"Per evitare o almeno contenere i disastri che si annunciano”, l’appello dell’associazione che tutela i consumatori. «Il costo del diesel, oltre a pesare sulle tasche dei consumatori, come la benzina, si sta ripercuotendo sui prezzi di altri beni a partire dai generi alimentari che rischiano di finire fuori controllo andando a gravare sui bilanci famigliari molti dei quali già sotto stress – sottolinea Federconsumatori EmiliaRomagna –. Altrettanto evidente è l’accelerazione dei prezzi negli ultimi giorni e la spinta speculativa». Una settimana fa il prezzo medio del gasolio self in Emilia-Romagna era a 2,043 euro. Venerdì 3 aprile a 2,099 euro al litro. Il 18 marzo, prima della riduzione di 0,244 euro delle accise, il prezzo medio del gasolio self in regione era di 2,104.

Un salasso che colpisce alcune categorie

Un salasso che colpisce in modo particolare alcune categorie, a cominciare da chi vive e lavora nelle strade, al volante. Tommaso Rimessi è il vice presidente del Consorzio Taxisti Ferraresi. Sono 53 tassisti, è associato a Cna. Il presidente è Francesco Periotto. «Il costo del carburante continua a salire – afferma Rimessi, in stazione con la sua vettura in attesa di un cliente – ed è chiaro che il margine per noi si assottiglia. Non possiamo certo intervenire sulle tariffe, l’unica speranza è che la crisi internazionale rientri. Ma in questo momento non ci sono certo segnali che questo avvenga. Paghiamo di tasca nostra il pieno, l’auto con la quale lavoriamo e non abbiamo alcun aiuto. Un elemento per far capire come incidono gli aumenti, in soli cinque anni il costo di una vettura, la stessa, lievita di diecimila euro. Non è solo il carburante a preoccupare la nostra categoria». 

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© il Resto del Carlino