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Estorsione e rapina: condannato un 21enne

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13.03.2026

I controlli sul territorio

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E’ l’incubo dei teenager jesini perché con il suo fare da boss minaccia e deruba le vittime che gli capitano sotto mano. Ieri per lui è arrivata un’altra condanna al tribunale di Ancona dove era accusato di rapina aggravata ed estorsione in concorso. Il collegio penale, presieduto dal giudice Roberto Evangelisti, ha inflitto una pena di tre anni al baby-maranza, un 21enne di origine tunisina ma nato a Jesi. Il giovane, difeso dall’avvocato Caterina Ficiarà, era imputato insieme a un coetaneo che ha già definito la propria posizione. Secondo quanto ricostruito in aula il primo episodio risale alla notte del 27 dicembre 2023, all’esterno della discoteca Paradise di Monsano. Il 21enne avrebbe avvicinato un ragazzo di 18 anni con la scusa di chiedergli una sigaretta e due euro. Di fronte al rifiuto della vittima, che non aveva nulla da dargli, l’imputato lo avrebbe aggredito con schiaffi tra il collo e la mascella, colpendolo poi ripetutamente al volto. In quei momenti l’altro imputato avrebbe immobilizzato il giovane e gli avrebbe sottratto il portafoglio dal quale sono state prese due banconote da venti euro. Il giorno successivo, era il 28 dicembre 2023, il 21enne avrebbe commesso un’altra rapina a Jesi: armato di coltello, avrebbe minacciato un minorenne di 17 anni riuscendo a farsi consegnare 300 euro. Le accuse nei suoi confronti riguardano anche fatti avvenuti il 29 dicembre 2023, quando avrebbe acquistato una Volkswagen Up risultata provento di furto e appartenente a un residente di Jesi, oltre a un mixer rubato in un centro di aggregazione giovanile della città. Il giovane non è nuovo a vicende giudiziarie. Secondo le indagini sarebbe stato a capo di una baby gang che negli ultimi anni avrebbe creato diversi problemi ai giardini pubblici di Jesi.

Il gruppo si sarebbe reso responsabile di altre rapine ai danni di minorenni, spesso minacciati con un coltello. Episodi risalenti tra febbraio e marzo del 2024 per i quali il 21enne è stato già condannato a tre anni e otto mesi di reclusione. Tra gli episodi più recenti figura anche la realizzazione di un videoclip girato per le strade della città e nel quale alcuni giovani, tra cui il 21enne, si mostravano con pistole e automobili accerchiate. Il gruppo, composto da connazionali residenti nel quartiere San Giuseppe, si faceva chiamare "il clan del Campo Boario". Proprio quell’episodio ha portato, lo scorso febbraio, a un intervento congiunto di polizia e carabinieri che si è concluso con cinque denunce (una anche per il 21enne) per detenzione e porto illegale di armi e oggetti atti ad offendere e detenzione di sostanze stupefacenti.

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