Strage di Suviana, l’appello di Lepore: “Non si può lasciare il territorio senza una strategia”
L'appello del primo cittadino Matteo Lepore per la centrale Enel di Bargi
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Bologna, 9 aprile 2026 - "Non si può lasciare questo territorio senza una strategia importante come quella dell'idroelettrico".
Lo afferma il sindaco Matteo Lepore, parlando della centrale di Bargi a due anni esatti dalla strage avvenuta a Suviana nella centrale Enel Green Power, che ha provocato sette morti tra gli operai al lavoro nel 2024.
Le parole del primo cittadino bolognese seguono la linea dell'appello lanciato dal presidente regionale Michele de Pascale: "C'è rischio di tempi lunghi: questo da un lato è dovuto anche ai tempi giudiziari, e ovviamente bisogna rispettare questi passaggi, però occorre su questo massima attenzione politica", scandisce Lepore, ricordando però che "non si può lasciare questo territorio senza una strategia importante come quella dell'idroelettrico che, peraltro, è assolutamente necessaria in questo momento di tensioni internazionali e di aumento dei prezzi".
Il focus deve essere il tema della sicurezza: "La sicurezza deve essere maggiormente al centro delle strategie di alcune aziende nazionali come Enel", afferma il primo cittadino – a margine del convegno 'Appenniners' in Comune nella Cappella Farnese – che comunica di aver "incontrato i rappresentanti di Enel, come ha fatto il presidente Michele De Pascale: abbiamo chiesto che rimangano in Appennino e che investano risorse per riattivare il prima possibile l'infrastruttura. La lezione è che è importante sull'Appennino, su questi territori, investire anche come aziende nazionali perché il lavoro, la sicurezza devono essere una priorità".
Le parole del governatore de Pascale
"Come Regione ci facciamo carico degli appelli e vogliamo rilanciare il sito – aveva detto il presidente –. Tuttavia finché sono in corso le indagini non si può procedere. Chiederemo a Enel di esprimere una parola molto chiara: ci sono le concessioni in scadenza, ci sono competenze regionali e nazionali. Se è necessario, affronteremo il discorso".
Questo perché "quel luogo – avverte de Pascale – non si può permettere di perdere un’attività così importante e l’Italia non può perdere un’opportunità di produrre energie da fonti rinnovabili, soprattutto in questo momento".
Quindi, insiste de Pascale, "per noi quel sito deve continuare a esistere e va ripristinato nella sua capacità". Per questo, afferma il presidente, "apriremo con Enel un confronto molto forte e preventivo rispetto alla capacità di agire. Non possiamo aspettare che si possa ripartire per iniziare a discutere", dice de Pascale. In questi casi "fare giustizia non significa solo identificare eventuali colpevoli, ma dare un contributo fondamentale anche all’evoluzione delle norme sulla sicurezza sul lavoro. Capire perché un incidente è avvenuto non è solo una questione di trovare i colpevoli, ma è anche fondamentale perché casi del genere non si ripetano", conclude il governatore.
Il disastro ancora da chiarire
Cinque gli indagati per la strage. Ma le risposte, allo stato delle cose, sembrano ancora lontanissime. Oggi le indagini vanno a rilento perché non si può scendere sotto il piano -7 dell’impianto e recuperare il resto del materiale utile all’inchiesta.
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