Corteo femminista ‘Non Una di Meno’, la carica delle 10mila attraversa il centro. Torta contro il portone della Cgil
Corteo Non Una di Meno attraversa Bologna e a sinistra il blitz davanti alla Cgil in via Marconi (Foto Schicchi)
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Bologna, 9 marzo 2026 – Una marea umana in piazza per lo sciopero femminista e transfemminista nazionale indetto da Non Una di Meno in occasione della Giornata internazionale dei diritti della donna.
La carica dei 10mila in piazza Maggiore
Piazza Maggiore è gremita di persone, circa diecimila - riunite dietro lo striscione ‘Sciopero contro la violenza patriarcale’. La mobilitazione - che riunisce il mondo universitario, studentesco, attivista e dell’associazionismo - riversa in strada migliaia di manifestanti, tra cui tutti i centri antiviolenza del territorio.
Cartelli e slogan: “Donna, vita e libertà”
Tanti i cartelli esposti, molti contro il Ddl Bongiorno (“Vogliamo leggere consenso libero e attuale”) e sulla guerra in Iran. Diverse le scritte infatti ‘Donna, vita, libertà’. Da via Rizzoli, il serpentone si sta spostando lungo via Ugo Bassi alla volta della Bolognina: il percorso scelto toccherà le vie Marconi, Amendola, viale Pietramellara e viale Masini; ponte Stalingrado e le vie Sebastiano Serlio, Donato Creti, Tibaldi e piazza Lucio Dalla. “Siamo in piazza come donne e lavoratrici per costruire un uno contro la guerra e lo sfruttamento”, gridano al megafono.
Blitz sotto la sede della Cgil: "Il lancio della torta contro il portone”
In via Marconi, un blitz sotto la sede della Cgil: “Bisogna esprimere il dissenso - tuonano al megafono -. I sindacati che rivendicano di essere di sinistra dovrebbero vergognarsi, non si espongono pubblicamente convocando uno sciopero generale anche loro. Noi ce lo convochiamo da sole, tramite i sindacati di base. Vogliamo sottolineare la responsabilità politica, perché non si può pensare che si scrive “siamo con le donne che non devono essere sfruttate sui luoghi di lavoro” pensando che questo basti. Spoiler: non basta. Dovete esporvi per i centri antiviolenza”. Poi, il ‘regalo’: “Vi lasciamo questa bella torta nella speranza che vi vergogniate un pochino”.
"Finanziamenti ai centri antiviolenza”
“Dovete esporvi per i finanziamenti ai centri antiviolenza, che accolgono migliaia di donne e persone Lgbtq+ non insieme, con i supporti delle sigle sindacali, ma nonostante le sigle sindacali. Bisogna prendersi le responsabilità politiche. Noi ci assumiamo le nostre”.
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