Barista dell'aeroporto Marconi aggredito: ma il passeggero violento vola via
L’aggressione al barista è avvenuta all’aeroporto Marconi di Bologna
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Una pizza scaldata troppo o leggermente bruciacchiata e una risposta brusca, dettata probabilmente dall’intensa mole di lavoro e la fila che al bar continuava a crescere. Tanto è bastato per scatenare la rabbia e la violenza di un passeggero turco di 42 anni, che qualche giorno fa ha aggredito a calci e pugni un barista che era di turno all’aeroporto Marconi. A scatenare l’ira dell’uomo – che è stato querelato dalla vittima, ma è comunque partito per il suo volo direzione Istanbul –, un ordine al bancone che, probabilmente, non aveva rispettato le sue richieste.
Il dipendente del pubblico esercizio, 33enne, è stato improvvisamente colpito in due ’round’: in prima battuta, è stato raggiunto da una zuccheriera che gli è arrivata dritta in viso. Poi, il passeggero ha scavalcato il bancone e ha ricoperto di pugni e calci il lavoratore, che è stato picchiato su tutto il corpo. Il 33enne è andato poi in ospedale, dove è rimasto per parecchie ore, riportando segni ed ematomi.
I presenti hanno chiamato la polizia, ma l’aggressore è comunque riuscito a prendere il suo volo diretto in Turchia. È Daniela Modonesi, segretaria Filt Cgil E-R, a commentare la vicenda: "È inaccettabile che un lavoratore vada sul posto di lavoro e poi, durante il turno, debba andare in ospedale. Solidarietà assoluta" al colpito. "al Marconi, abbiamo il primo caso di protocollo sulle aggressioni con le body-cam, raggiunto con le istituzioni. Ma dobbiamo andare oltre: il tema della sicurezza ci vede tutti uniti verso il fatto che la violenza è inaccettabile. Siamo al lavoro per capire quanto altro ancora si può fare e andremo avanti". Certo, "lascia perplessi che queste persone poi partano. Non sappiamo cosa fare come lavoratori e abbiamo chiesto ulteriori interventi, perché qualcosa va fatto. Continuiamo a monitorare questo tema".
Mariateresa Mastromarino
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