Bar Carlino, torna la festa rossoblù. Sonni Uno tra gli ospiti dello show: "Il Bologna è dentro la mia musica"
Il rapper Sonni Uno sarà ospite della prossima puntata di Bar Carlino, giovedì a partire dalle 18 da Neri in via Saragozza
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Bologna, 7 aprile 2026 – "Non riuscivo a trovare la mia vera identità, fino a quando non ho iniziato a fare rap. E credo proprio di aver trovato la chiave giusta per esprimermi". Sonni Uno scrive, canta e rappa di Bologna e del Bologna. Un bolognese doc che da qualche anno ha deciso di "far musica sul serio", lasciando entrare chi lo ascolta in un mondo rossoblù. Perché "il Bologna e Bologna fanno parte di me e voglio trasmettere a tutti questo senso di appartenenza". Il rapper, 24enne del quartiere Mazzini, sarà ospite a Bar Carlino, che giovedì torna alle 18 con il tradizionale pre-partita da Neri Pasticceria Caffetteria in via Saragozza 81.
Chi è Sonni Uno? "Ammetto che non sapevo come chiamarmi quando ho iniziato a fare musica (ride, ndr). Un giorno un mio amico mi parlava di un suo conoscente che si chiama ’Sonni’ e mi è piaciuto. Poi il personaggio preferito di mio padre ne ’Il Padrino’ è Santino Corleone, che si chiama Sonny nel film. Quindi ho deciso che sarei diventato Sonni".
E Uno? "Perché quello è stato il mio primo passo nella vita da adulto".
Come inizia a fare musica? "Nel 2020 ho iniziato a pubblicare contenuti su Spotify, abbracciando dal 2021 al 2023 un genere pop, ma non era la mia strada. Quindi per due anni mi sono fermato per ritrovarmi".
Ce l’ha fatta? "Credo di sì. A inizio 2025 ho sentito che avevo voglia di rimettermi in gioco, questa volta per riuscirci. Ho iniziato a pubblicare dei contenuti sui social e da quel momento non mi sono più fermato. E grazie a Lavoropiù mi sono dedicato tanto al Bologna, creando dei contenuti per l’Europa League. A gennaio è uscito il mio primo ep e ora sto lavorando al futuro".
Quanto Bologna c’è nella sua scrittura? "Il Bologna e Bologna sono il fulcro della mia persona. Sono tifoso e bolognese e per questo ho pensato che sarebbe stato bello portare questo senso di appartenenza nella mia musica. Nelle mie barre ci sarà sempre un riferimento alla città o al club".
Perché il rap? "È stato un passaggio naturale. Ho sempre ascoltato il rap ed è sempre stato nelle mie corde. Ma all’inizio lo usavo solo come una valvola di sfogo ed ero un po’ pesante (ride di nuovo, ndr). Ora ho trovato il modo per esprimermi al meglio".
Sensazioni per il match? "È tosta, ma sono positivo. Il Bologna ha degli ottimi mezzi e può farcela".
Mariateresa Mastromarino
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